Udito imperfetto, quante persone ne sono afflitte?

Udito imperfetto
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Udito imperfetto, una patologia che solo nel Regno Unito coinvolge 10 milioni di individui

Sull’udito imperfetto, caratteristica comune a un gran numero di adulti, è stata pubblicata su The Lancet la ricerca “Research priorities for mild-to-moderate hearing loss in adults” [Volume 386, No. 10009, p2140–2141, 28 November 2015].

Dei dieci milioni che accusano il problema di un udito imperfetto nel Regno Unito, il 92% soffre di ipoacusia da leggera a moderata.

Nel resto del mondo il problema assorbe l’attenzione a fasi alterne, motivo per cui non esistono in definitiva dati attendibili su eventuali azioni per contrastare il fenomeno.

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Che ha costi notevoli sia in termini sociali che personali. Basti pensare alla mancata comunicazione interpersonale, alle difficoltà sul posto di lavoro, alla carente qualità di vita, al benessere psicologico inevitabilmente compromesso.

Quali sono le priorità della ricerca per contrastare la perdita d’udito

Ha affermato la dottoressa Helen Henshaw, dell’Università di Nottingham, coautrice della ricerca e attiva presso la Nottingham Hearing Biomedical Research Unit del National Institute for Health Research (NIHR): «Anche se la perdita d’udito non è certo mortale, tuttavia ha un profondo impatto per le persone quanto alla capacità di mantenere relazioni, condurre una vita normale, e mantenersi al lavoro. Con una così alta percentuale di persone coinvolte è di vitale importanza che la ricerca stabilisca delle priorità nell’affrontare i problemi.»

Ed ecco l’elenco dei dieci obiettivi primari per la ricerca

1. Quali sono gli effetti del mancato trattamento della perdita d’udito da lieve a moderata?

2. Il trattamento precoce dell’ipoacusia con apparecchi acustici apporta benefici al paziente o migliora il rapporto costo-beneficio del servizio sanitario, o entrambi? Acufeni ridotti

3. Gli apparecchi acustici usati in maniera tempestiva riducono il rischio di declino cognitivo?

4. Per quale motivo il ricorso agli apparecchi acustici è così poco diffuso?

5. Nuove tecnologie potrebbero sostituire gli apparecchi acustici?

6. Le cellule staminali possono costituire una terapia valida per l’ipoacusia da lieve a moderata negli adulti?

7. La precoce identificazione dell’ipoacusia, così come la diagnosi e il trattamento, può prevenire un ulteriore deterioramento dell’udito?

8. Si ritiene possibile che nuovi sviluppi nel campo degli apparecchi acustici digitali rendano migliore la percezione della conversazione in ambienti rumorosi?

9. Quanto sono attendibili i test per valutare le capacità uditive di tutti i giorni per gli adulti con perdita dell’udito da lieve a moderata?

10. L’uso di suoni del mondo reale, piuttosto che di toni e beep, potrebbe rendere più facile la programmazione degli apparecchi acustici, migliorandone così l’efficacia?

Tenendo presente che le ricerche sulla sordità assorbono soltanto una piccola parte del budget destinato alla salute (£47 contro £399 per il diabete, nel Regno Unito), nonostante sia al sesto posto nell’area delle priorità, diventa imperativo che i fondi per la ricerca in questo campo siano indirizzati verso le richieste che gli affetti da ipoacusia ritengono d’importanza primaria per loro.

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