Udito danneggiato? Rischio fine vita precoce

Udito danneggiato
Share

Udito danneggiato, una ricerca lo mette in correlazione con un addio anticipato alla vita

Con il passare degli anni bisogna mettere in conto la possibilità d’un udito danneggiato. E’ un ritornello che ricorre nei discorsi da salotto, signora mia, ma è davvero così? E cosa si può fare per ridurre l’eventuale danno, caso mai si presentasse?

Stando agli autori della ricerca “Association of Hearing Impairment and Mortality in the National Health and Nutrition Examination Survey” [Correlazione fra perdita d’udito e mortalità sulla base dei dati raccolti dal National Health and Nutrition Examination Survey], pubblicata online su JAMA Otoryngol Head Neck Surg il 24 settembre 2015, il danneggiamento raddoppia, dècade dopo dècade, e colpisce i due terzi della popolazione degli ultra-settantenni.

Tenendo presente che in linea di massima un udito danneggiato si presenta in età avanzata abbinato a diverse altre patologie caratteristiche di questa fase della vita, la ricerca ha esaminato l’eventuale correlazione che c’è tra udito danneggiato e mortalità.

In altre parole, chi è duro d’orecchi è anche destinato, ahilui, a una fine precoce? Un udito danneggiato si porta dietro oltre a tutte le altre patologie, anche la morte, e buonanotte?

Che dicono i dati statistici raccolti dai ricercatori?

Naturalmente qui il discorso riguarda i dati statistici sui decessi già avvenuti e nulla lascia quindi prevedere che tizio o caio che ha un udito danneggiato passerà al Creatore prima del suo vicino di casa che la stessa età ma ci sente benissimo.

Lo dico perché io stesso, che ho un udito danneggiato dal caro Ménière, nel leggere i risultati della ricerca ho fatto un salto sulla sedia… Mi devo spaventare? Calma.

La ricerca ha preso in esame un campione rappresentativo della popolazione adulta degli Stati Uniti, composto da 1666 individui di settant’anni e oltre che si erano sottoposti in precedenza a test audiometrici. Per la ricerca che si è svolta tra marzo e maggio 2015, sono stati utilizzati i dati combinati relativi ai periodi 1 gennaio 2005 – 31 dicembre 2006, e 1 gennaio 2009 – 31 dicembre 2010, forniti dal National Health and Nutrition Examination Survey.

Udito danneggiato

Rischio mortalità e categorie perdita udito

La gravità o meno dell’udito danneggiato è stata definita in base ai criteri stabiliti dall’OMS. La mortalità è stata invece determinata secondo un modello probabilistico dalla combinazione dei dati NHNES sopra citati, e i certificati di morte del National Death Index.

I risultati della ricerca

Premesso che gli individui con udito danneggiato (1139 contro 527 con udito normale) risultavano più avanti negli anni, erano maschi, bianchi, di modesta istruzione, già fumatori, con storie di malattie e incidenti cardiovascolari, è risultato che chi presentava un danneggiamento moderato o grave aveva un rischio di morte maggiore del 54% rispetto al gruppo con udito normale. Per chi soffriva di un medio danneggiamento all’udito il rischio invece era maggiore del 27% rispetto al gruppo di controllo.

Tenendo conto poi di malattie cardiovascolari presenti nel gruppo con udito danneggiato, e di aggiustamenti su base demografica, i dati sono stati corretti riducendo il rischio complessivo al 39% per chi accusava perdita d’udito moderata o grave, e al 21% per perdita d’udito di grado medio.

In definitiva, concludono i ricercatori, chi ha un udito danneggiato va incontro a un maggiore rischio di morte rispetto a chi presenta invece un un udito nella norma.

Scioccati dai risultati della ricerca? Non è proprio il caso…

A stemperare gli effetti negativi sull’umore, mio e di chi legge, alla notizia di un rischio maggiore di morte, ecco il consiglio di un esperto in materia, Ana Kim, direttore della ricerca nel campo dell’audiologia presso il New York Eye and Ear Infirmary of Mount Sinai, di New York City, non coinvolto nella ricerca in questione (cito da Consumer Health Day).

«Ci sono troppe variabili che determinano il rischio di morte – ha dichiarato Ana Kim – e sarebbe troppo semplicistico affermare che la perdita d’udito è determinante.»

Gli fa eco Kevin Contrera, della Johns Hopkins University di Baltimore, uno degli autori della ricerca, che condivide in parte quanto affermato dal suo collega, ma mette in guardia contro l’opinione corrente secondo cui un difetto d’udito non sarebbe poi così grave, mentre può avere in realtà conseguenze molto serie sulla salute generale di una persona.

In definitiva mi sembra di capire che il discorso è sempre lo stesso: 1. non sottovalutare la perdita d’udito; 2. non avere remore nell’indossare gli apparecchi acustici come si conviene.

Buona giornata!

Fonti: JAMA Otolaringology…; Health Day

P.S. -1- Se anche tu hai lo stesso problema degli acufeni lascia un commento e, se lo vuoi, descrivi la tua esperienza. Chissà che insieme non troviamo la soluzione.

P.S. -2- Se vuoi, lascia qui a fianco il tuo indirizzo e-mail per ricevere la newsletter e rimanere così aggiornato sulle mie ricerche su acufeni, ipoacusia e problemi dell’udito. Sono un giornalista, so dove e come cercare.

Acufeni Insopportabili?

Scarica adesso GRATIS l’anteprima del mio report

La tua email è al sicuro, non sarà mai ceduta a terzi per nessun motivo

Lascia un commento da Facebook

Leave A Response