Sordità infantile, quando intervenire, e come

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Sordità infantile, qual è il momento giusto per intervenire

Tenendo presenti le Linee Guida del Joint Committee on Infant Hearing sulla necessità di una diagnosi precoce per la sordità infantile (entro tre mesi dalla nascita), PiùUDITO, azienda che si occupa di adattamento audioprotesico, sottolinea l’importanza della riabilitazione uditiva precoce dei neonati con sordità infantile o ipoacusia.

Il Joint Committee on Infant Hearing raccomanda infatti che in caso di sordità infantile la terapia riabilitativa mediante apparecchi acustici venga messa in atto a partire dai sei mesi di vita dei piccoli pazienti.

Quanto è frequente la sordità infantile

Il fenomeno della sordità infantile – fa presente PiùUdito – colpisce statisticamente da uno a tre neonati su mille, ed è indispensabile agire tempestivamente per scongiurare danni psicofisici e di sviluppo cognitivo al neonato.

Più in generale almeno il 4-5% dei ricoverati in terapia intensiva neonatale presenta problemi di udito.

Come si può interviene in caso di sordità infantile

«Oggi – spiega Fabio Tomassetti, Direttore Scientifico di PiùUDITO – per tutti i bambini in età collaborativa, oltre i 5 anni, la PiùUDITO, attraverso uno studio durato oltre 20 anni, è riuscita a sviluppare un nuovo protocollo audioprotesico, che bilanciando esattamente le regolazioni dell’apparecchio acustico consente di ottenere risultati ottimali per il recupero della migliore percezione uditiva possibile nelle ipoacusie. Uno dei nostri obiettivi futuri sarà renderlo applicabile anche senza partecipazione da parte del paziente.»

E’ possibile trovare maggiori informazioni sul protocollo proposto sul sito di PiùUdito dove si può leggere:

«Perché malgrado tutte le ricerche e tutte le scoperte tecnologiche, una buona parte dei portatori di protesi acustiche non si dichiara soddisfatto della soluzione uditiva adottata? Che cos’è che impedisce loro di comprendere bene suoni o rumori circostanti? La risposta è nel metodo di adattamento audioprotesico utilizzato fino ad oggi. Due sono gli elementi fondamentali per ottenere il più alto recupero uditivo possibile: L’adozione di una protesi acustica di ultima generazione per ogni orecchio colpito dal calo uditivo; l’applicazione di un nuovo metodo o protocollo di adattamento audioprotesico che permetta di ottenere il perfetto bilanciamento delle regolazioni degli apparecchi acustici con il conseguente massimo recupero uditivo possibile. Questo metodo innovativo si chiama Nuovo Protocollo Audioprotesico® ed è un potente e rivoluzionario protocollo di adattamento audioprotesico che consente di ottenere il perfetto bilanciamento delle più avanzate audioprotesi, garantendo ad ogni ipoacusico il miglior recupero uditivo possibile.»

 

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