Sindrome di Ménière, hai provato con la Betaistina?

Sindrome di Ménière
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Sindrome di Ménière, serve o no la Betaistina?

La domanda che si erano posti i ricercatori era se nel lungo periodo pazienti affetti da Sindrome di Ménière potessero avere benefici dalla somministrazione di Betaistina dicloridrato in termini di numero di attacchi di vertigine. Un gruppo placebo fungeva da controllo per il doppio cieco (quando né il medico né il paziente sanno a chi viene somministrato cosa, farmaco o acqua fresca, serve per la ricerca, non per i pazienti…).

La ricerca [pubblicata il 21 gennaio 2016] è stata condotta in Germania, in 14 Centri specializzati (neurologia, orecchio, naso e gola), e vi sono stati arruolati pazienti, in totale 221, con età fra i 21 e gli 80 anni, cui era stata diagnosticata in via definitiva la Sindrome di Ménière (unilaterale o bilaterale), reclutati nel periodo marzo 2008 – novembre 2012.

Il trattamento durante la sperimentazione

Per nove mesi alcuni dei pazienti (n=74) hanno ricevuto un placebo (finto medicinale, privo di qualsiasi principio attivo), altri (n=73) basse dosi di Betaistina (2×24 mg giorno), altri ancora (n=74) dosi maggiori dello stesso farmaco (3×48 mg giorno).

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Il follow-up (osservazione dopo il trattamento) dei singoli pazienti ha avuto la durata di tre mesi.

Va da sé che la sperimentazione è stata condotta secondo i protocolli seguiti in queste occasioni, e lo si deduce anche semplicemente dal fatto dell’avvenuta pubblicazione su una rivista scientifica di grande prestigio come il British Medical Journal che prima di dare l’OK sottopone a rigorosa verifica i testi da pubblicare.

Do quindi per scontato questo aspetto e passo subito ai risultati che poi è la cosa che ci interessa di più.

Cosa sappiamo sulla Betaistina

Prima di intraprendere la sperimentazione sono stati presi in considerazione numerosi approcci terapeutici alla Sindrome di Ménière.

Sono quelle che più o meno conosciamo tutti i pazienti della Sindrome e che ci sono stati propinati più come cure palliative (parlo con cognizione di causa) che come soluzione al problema.

Ecco un rapido elenco:

dieta senza sale

•  applicazioni intratimpaniche di steroidi

interventi mini-invasivi (come l’inserimento di un tubicino per la ventilazione della membrana timpanica; questa mi era sfuggita!)

chirurgia del sacco endolinfatico

I pazienti che non rispondono a queste “blande” [?] terapie vengono “aggrediti” con applicazioni di gentamicina (con effetti devastanti e irreversibili), oppure si procede nei loro confronti con la labirintoctemia (lo dice la parola stessa) oppure con neurotomia (recisione del nervo acustico).

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Interventi che sono tutti irreversibili e con possibile danno cocleare e vestibolare. Detto fra i denti, ma bisogna pur dirlo per evitare ulteriori danni, una recente rassegna Cochrane non ha trovato alcuna evidenza dell’utilità del trattamento chirurgico per il paziente Ménière.

A questo punto entra in gioco la Betaistina

Premesso che non se ne conosce il meccanismo d’azione come trattamento profilattico della Sindrome, resta il fatto che è un principio attivo approvato con tutti i crismi per il trattamento dei sintomi.

Scopo della ricerca: superare i limiti delle ricerche precedenti sugli effetti della Betaistina (in termini di dosaggio, numero di pazienti coinvolti, doppio cieco ecc.) in termini di efficacia e sicurezza sulle crisi Ménière e la loro ricorrenza più o meno ravvicinata.

Quanto a efficacia, quella che più ci interessa, i ricercatori ammettono che non c’è stata alcuna evidenza nella diminuzione del numero di crisi fra il gruppo cui è stata somministrata Betaistina (a basse o alte dosi) e il gruppo placebo (cui era stato somministrata acqua fresca, ma a loro insaputa).

Sarei tentato di dire: come volevasi dimostrare, CVD.

Ma la Scienza ha i suoi tempi e va con i piedi di piombo, lasciateci lavorare.

Nota del tutto personale

Giusto per fare qualche riflessione sui medicinali che abbiamo a disposizione quando incappiamo malauguratamente nelle vertigini a causa di Ménière. Sindrome di Ménière

Più in particolare, in quali farmaci a disposizione dell’armamentario medico troviamo la Betaistina?

Per rispondere alla domanda ho consultato il sito medicofacile.it e ne ho ricavato una serie di medicinali, griffati o generici (vedi tabella), tutti contenenti Betaistina, fra i quali fa bella figura di sé Microser.

Scusa se faccio riferimento al mio caso personale come paziente di Ménière da un numero indefinito di anni, ma Microser è stato il primo farmaco che mi è stato somministrato quando ha cominciato “a girare tutto” per la prima volta.

Purtroppo è stato come assumere acqua fresca… Ma vedo che viene ancora venduto, presumo con grande soddisfazione della casa produttrice, e visto che è sempre fra i farmaci d’elezione per il trattamento delle vertigini.

Mi piacerebbe avere la tua opinione, o meglio ancora, la tua esperienza. Lascia un commento, grazie!

Buona giornata!

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