Sentire meglio non è un optional, ma una necessità

Sentire meglio
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Anziani e Udito, sentire meglio per vivere meglio

Sentire meglio per vivere meglio è un ottimo slogan, specialmente in un Paese come l’Italia dove secondo stime attendibili le persone con disturbi uditivi sarebbero qualcosa come sette milioni, un vero esercito!

Estendendo la stima al mondo intero si arriva poi, come ricorda l’OMS, alla cifra di 278 milioni di persone, tutte coinvolte a vario titolo in disturbi dell’udito.

Eppure il problema, almeno in Italia, vanta una scarsissima considerazione da parte della popolazione, e quel che è più grave è ampiamente sottovalutato e trascurato dalle istituzioni e dagli stessi medici.

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Sentire meglio, esigenza percepita soprattutto dopo i 60 anni

Le persone sopra i 60 anni con udito al limite della sordità sarebbero almeno una su tre, mentre sopra gli 85 anni la percentuale dei “non perfettamente udenti” raggiungerebbe il 60% di questo range d’età.

Traggo questi dati sul sentire meglio da un articolo pubblicato qualche anno fa da QuotidianoSanità, giornale al quale il prof. Giuseppe Cavallazzi ha rilasciato la seguente dichiarazione: «E’ la perdita di udito provocata da fenomeni di senescenza dell’organo uditivo del tutto simili a quanto accade per la vista e l’olfatto.  E’ corretto ipotizzare il suo insorgere tra i 50 e i 60 anni e colpisce maggiormente gli uomini rispetto alle donne».

Ed è proprio l’enormità del problema anziani non perfettamente udenti, da una parte, e la mancata attenzione alle conseguenze sociosanitarie, dall’altra, che ha indotto alcuni eminenti studiosi a stilare un opuscolo focalizzato sulle possibili soluzioni per sentire meglio.

Le possibili soluzioni al problema crescente della sordità

Soluzioni che, lo dico subito, nella stragrande maggioranza dei casi prevede una attenta protesizzazione, cioè apparecchi acustici e basta, ma moderni, di dimensioni ridottissime, e digitali, non lasciarti ingannare da palliativi e giocattolini ruba-soldi.

Stai storcendo il naso? In parte hai ragione. L’opuscolo di cui sto parlando infatti è stato finanziato da Amplifon, che notoriamente vende protesi acustiche, e la circostanza non suona proprio molto bene.

Ciò non toglie che il contenuto sia del tutto condivisibile, soprattutto perché la multinazionale in questione è soltanto citata in premessa, senza ulteriori smancerie, fidati!

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L’opuscolo per sentire meglio è suddiviso in tre parti

Tre gli argomenti che in pratica rispondono a tutte le domande che chi soffre di problemi di udito si pone perché vorrebbe sentire meglio, e cioè:

1. Le conseguenze dell’ipoacusia nell’anziano;

2. Per saperne di più sull’udito;

3. La presbiacusia: dalla diagnosi alla riabilitazione.

Tra le scoperte che ho fatto leggendo la pubblicazione ne cito due che mi hanno fatto sobbalzare.

La prima:

«La protesizzazione avviene in media 10 anni dopo che l’individuo prende coscienza della propria condizione di ipoacusia. L’età media dei “portatori” di apparecchi acustici in Italia è di 74 anni contro i 60.5 della media dei Paesi Europei. Infine si stima che circa un terzo delle persone che possiedono un apparecchio acustico lo sottoutilizzano.»

Dobbiamo farci sempre riconoscere, noi italiani!

La seconda:

«In uno studio prospettico condotto su 1.328 individui di età pari o superiore a 60 anni, la presenza di sintomi depressivi è risultata associata ad ipoacusia bilaterale di grado lieve. Tale associazione risultava particolarmente marcata nelle donne al di sotto di 70 anni. L’utilizzo frequente e regolare di apparecchi acustici risultava invece associato ad un rischio ridotto di sintomi depressivi. È evidente che, tra i sensi, l’udito è il prerequisito per una buona interazione sociale che, se precaria, condiziona negativamente il tono dell’umore.»

Non dovrebbe essere così difficile capire come una maggiore attenzione alla condizione di chi non ci sente bene eviterebbe molti dei disagi che vengono addossati agli anziani, solitudine e depressione in primo luogo.

Eppure quando la vista si fa meno acuta si è quasi obbligati dai parenti e anche dal medico ad andare dall’oculista, tanto oggi gli occhiali li portano tutti, una moda!

Vai alla pubblicazione in pdf: Anziani e Udito. Sentire meglio per sentirsi meglio

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