Perdita uditiva, più vicine nuove terapie con cellule ciliate

Perdita uditiva
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Perdita uditiva, sarà davvero possibile tornare ad ascoltare senza distorsioni?

Per la perdita uditiva gli scienziati ricercatori lasciano presagire che presto saranno possibili nuove terapie che restituiranno l’udito ai sordi.

E ciò che più conta è la rassicurazione che potremo tornare ad ascoltare senza distorsioni del suono, in maniera naturale quindi.

Public Radio International riporta il caso del compositore Jay Alan Zimmerman che si è accorto di essere diventato sordo a un certo punto della sua vita, per la precisione quando pregò l’assistente di studio di inserire nella traccia sonora a cui stava lavorando il cinguettio degli uccellini.

Lo sentivano tutti, tranne lui.

Da allora sono stati escogitati appositi stratagemmi che gli consentono di continuare a svolgere ugualmente la sua professione di musicista.

La principale paura per lui è che qualsiasi rimedio artificiale (penso all’impianto cocleare o ai più semplici e sicuramente meno invasivi apparecchi acustici) possa alterare i suoni percepiti.

Quale rimedio potrebbe essere applicato nel caso di Zimmerman?

La perdita uditiva di Zimmerman potrebbe beneficiare della sperimentazione in atto da parte di alcuni scienziati, nel tentativo di rigenerare le cellule ciliate, il vero nodo irrisolvibile per ridare l’udito. Almeno finora.

Ovviamente questo non è il primo e unico esperimento in questione. Ne ho parlato più volte su questo blog.

Sappiamo come le cellule ciliate degli uccelli si riproducano, mentre la stessa circostanza è praticamente esclusa per i mammiferi.

A questo grave inconveniente non si rassegnano da tempo i ricercatori che infatti hanno già sperimentato con successo su topi di laboratorio la rigenerazione delle preziose cellule.

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Nessun esperimento è però stato portato avanti nell’uomo. E questa è infatti la novità della sperimentazione che presento.

In cosa consiste la nuova terapia per la perdita uditiva

Il Dr. Lawrence Lustig, professore presso il Columbia University Medical Center e a capo del dipartimento di Otorinolaringoiatria, la presenta come una terapia genica, ed è attualmente alla ricerca di volontari per una sperimentazione clinica sponsorizzata da Novartis allo scopo di testare la terapia sull’uomo.

Ai pazienti arruolati nella ricerca verrà inoculato nell’orecchio interno un virus inoffensivo provvisto del gene essenziale per la rigenerazione delle cellule ciliate.

La speranza è che il virus stimoli la crescita di nuove cellule ciliate nella coclea e conduca il paziente a una rinnovata capacità uditiva.

«Non c’è dubbio – ha dichiarato Lustig – che se saremo in grado di rigenerare le cellule ciliate nell’orecchio interno dell’uomo, avremo ottenuto un risultato sicuramente migliore di quello che può assicurare, per esempio, un impianto cocleare.»

Allo stato attuale l’attenzione è rivolta a pazienti che abbiano perso l’udito a causa di un’esposizione a forti rumori e musica a tutto volume magari per anni; oppure a casi di ipoacusia per trattamenti con farmaci ototossici.

E il citato Zimmerman, che ha costruito la sua carriera sul mito del “musicista sordo”, si sottoporrà alla terapia genica?

«Ci sto pensando – ha detto – ma per prima cosa devo decidere cosa voglio per me stesso. Se tornassi a sentire come prima sarebbe indubbiamente più facile per tutti. A volte penso però che il desiderio di avere indietro il mio udito mi renda un po’ egoista. Ma è innegabile che il suono così delicato dei flauti, degli ottavini, degli uccelli e dei triangoli era proprio stupendo».

Buona giornata!

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