Palloncini col botto, attenzione al pericolo di sordità permanente

Palloncini col botto
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Far scoppiare palloncini col botto, gioco molto pericoloso

Forse non lo sapevi, e non lo sapevo neppure io, ma far scoppiare palloncini col botto può essere molto rischioso per l’orecchio, fino al punto da causare sordità permanente.

Ma va?

A stabilirlo è una ricerca della Canada’s University of Alberta che ha misurato il rumore provocato dai palloncini scoppiati (oltre 140 dB per l’esattezza), definendolo come altamente pericoloso per l’udito.

I ricercatori non hanno dubbi. Un normalissimo party di compleanno può trasformarsi in un potenziale pericolo per i bambini se la festa prevede lo scoppio di palloncini col botto.

 

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Da qui la discussione tesa a valutare se una simile evenienza possa configurarsi come una delle cause che possono portare a sordità permanente.

Palloncini col botto, come un colpo di fucile

Il rumore provocato dallo scoppio di un palloncino è stato assimilato a quello di un colpo di fucile o di una 357 magnum, esploso vicino all’orecchio di un malcapitato soggetto.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Canadian Audiology (VOL. 3 • ISSUE 6 • 2016) con il titolo “Did You Know How Loud Balloons Can Be?“.

L’informazione che tutti, genitori di bambini in età di party per compleanni in primis, dovremmo ricavarne è che i palloncini col botto non sono innocui giochi da bambini (come, almeno in Canada, si legge sulla confezione che li contiene), ma costituiscono un serio pericolo per l’orecchio, senza contare il rischio soffocamento e gli eventuali danni alla vista.

Purtroppo, lamentano i ricercatori, nessun avvertimento viene fornito sull’etichetta circa i pericoli che possono derivare all’udito dai palloncini col botto.

Ed è questo il motivo per cui hanno deciso di investigare sull’ipotetico rischio sordità provocato dallo scoppio di un palloncino.

Mentre infatti tutti sembrano rendersi conto dei danni all’udito che può causare un colpo di fucile sparato a distanza ravvicinata, la stessa consapevolezza non esiste per lo scoppio di un palloncino, nonostante il rumore in termini di decibel sia sostanzialmente uguale.

Veniamo alla ricerca sui palloncini col botto

Le domande cui i ricercatori volevano dare una risposta erano le seguenti:

  1. Quali sono i picchi di pressione sonora raggiunti dall’esplosione di un palloncino?
  2. A quali altri rumori assordanti possiamo comparare l’esplosione di un palloncino?
  3. Il rumore causato dall’esplosione può indurre danni permanenti all’udito?

Secondo quanto riportato nella ricerca, recentemente l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che oltre un miliardo di bambini e adolescenti sono a rischio sordità a causa dell’esposizione al rumore (musica in cuffia a tutto volume, discoteche, concerti rock, eventi sportivi).

Abbiamo assistito inoltre a un incremento del 5% dei problemi d’udito fra gli adolescenti nel periodo che va dal 1988 al 2006 (dati National Health and Nutrition Examination surveys in USA).

Sappiamo poi che esplosioni e rumori assordanti sono causa di cambiamenti nella pressione atmosferica che possono incidere sul sistema uditivo e danneggiare le cellule ciliate.

Alla luce di tutte queste certezze possiamo ancora considerare i palloncini col botto come un innocuo divertimento per i bambini?

Palloncini col botto, un gioco da ragazzi?

Stando ai risultati della ricerca canadese, non dovremmo considerare i palloncini da far scoppiare come un innocuo gioco da ragazzi.

Al contrario, dovremmo prendere in seria considerazione i rischi per l’udito che la ricerca ha evidenziato attraverso una sperimentazione eseguita con criteri certi e oggettivi.

La situazione peggiore è risultata quella che intendeva rispondere alla prima domanda posta dai ricercatori, cioè sugli effetti di un palloncino gonfiato fino a farlo scoppiare.

Il rumore in questo caso ha raggiunto i 167.82 dB, con una deviazione standard di 3.75 dB.

Che vuol dire? Vuol dire che chi subisce un “colpo” del genere è come se si fosse sottoposto per otto ore consecutive a un rumore di ben 81.35 dB!

Tenendo presente che un adulto [un militare, per esempio, come stabilito dalla Direction Technique de Armements Terrestres (DTAT) 1983; ma questo limite è tutt’altro che condiviso a livello scientifico] può sopportare un’esposizione a un rumore del genere per un massimo di due o tre volte prima di correre il rischio di danni permanenti.

Ciò detto, nel caso di bambini, neppure una sola esposizione può essere considerata sicura, specie se il palloncino viene fatto esplodere vicino all’orecchio.

Quanto tempo si può resistere a 100 dB?

Recentemente uno studio su animali ha evidenziato che i soggetti (poveri loro!) sottoposti a un’esposizione di 100 dB per sole due ore, mostravano una perdita d’udito molto significativa rispetto agli animali di controllo.

Complice anche l’età dei soggetti, nel senso che la perdita risultava maggiore nei soggetti più giovani, aspetto che dovrebbe farci riflettere sui possibili danni causati nell’orecchio dei bambini.

Dovremmo pensare all’esposizione al rumore – sostengono i ricercatori – negli stessi termini in cui facciamo riferimento all’esposizione ai raggi solari. Per entrambe le situazioni infatti c’è un effetto d’accumulo.

Certamente l’intenzione dei ricercatori non è di bandire i palloncini dalle feste dei bambini, ma di rendere più consapevoli i genitori del rischio, soprattutto perché la perdita d’udito è un problema invisibile che si presenta in maniera graduale.

Forse per questo non prestiamo la dovuta attenzione al problema. E di fronte a un rumore assordante siamo spesso convinti che alla fine non è accaduto nulla che possa essere considerato come un danno permanente.

C’è molto da fare perché cambi la mentalità sull’udito e sulla sua protezione.

Significativo questo esperimento. A una lista di potenziali partecipanti a un concerto rock, previsto in una giornata molto assolata, è stato chiesto cosa avrebbero portato con sé per proteggersi. Molti hanno risposto “una bottiglia d’acqua“, molti ancora “una protezione solare“, com’è giusto che sia.

Meraviglia però non poco il fatto che “i tappi per le orecchie” siano stati inseriti al penultimo posto nella lista delle risposte. E ciò evidentemente perché si è già formata nell’opinione pubblica una mentalità sull’idratazione e sulla protezione dai raggi del sole, mentre questa è praticamente inesistente per la protezione dell’udito.

Chi ha orecchi da intendere…

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