Oltre gli Acufeni. Il problema è serio, ma c’è comunque una vita da vivere là fuori

Oltre gli acufeni
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Andare oltre gli Acufeni, ma come?

A un medico inglese di medicina generale, il nostro medico di famiglia, è stato chiesto come andare oltre gli acufeni e cosa fanno i suoi colleghi per aiutare i pazienti con acufeni a ottenere questo risultato.

Essendo lui stesso, in prima persona, sofferente di acufeni, sembrerebbe essere la persona giusta, al momento giusto, per avere indicazioni, diciamo così, attendibili, e soprattutto spendibili, per esempio, con il proprio medico.

Come si sa, infatti, la maggior parte dei medici sottovaluta il problema, che invece andrebbe preso maggiormente sul serio, nel senso cioè che il medico non si dovrebbe limitare a dire “Ci devi convivere“, e stop, arrangiarsi.

Cosa potrebbe o dovrebbe fare il medico

L’aiuto che i medici potrebbero e dovrebbero fornire al paziente per andare oltre gli acufeni – così inizia a rispondere Chris Dowrick, medico di base e docente universitario a Liverpool – si configura in prima istanza nell’«aumentare la loro conoscenza della condizione in cui vivono le persone con acufeni, e nell’assicurarsi che noi come professionisti stiamo facendo tutto il possibile per aiutare chi vive con l’acufene

Ma il medico – anche nel caso in cui non sia in grado di fornire aiuto per andare oltre l’acufene con farmaci specifici (che fra l’altro non esistono, lo dico per esperienza personale) – potrebbe intervenire servendosi delle armi che ha disposizione nel caso in cui il paziente presenti, per esempio, tutti i sintomi di ansia e depressione.

Acufeni e isolamento dal mondo circostante

L’acufene infatti comporta una condizione che può portare a un grande isolamento.

Un sondaggio della British Tinnitus Association (BTA) ha rilevato che il 61% dei 483 intervistati ha dichiarato che il loro acufene li fa sentire isolati dalla società.

La ricerca ha anche rilevato che il 58% degli intervistati pensava che la mancanza di comprensione da parte degli altri riguardo la loro condizione li portasse a sentirsi isolati, mentre il 33% ha affermato di ritenere che il loro problema fosse troppo facilmente trascurato o non accettato da coloro che li circondavano. Acufeni ridotti

Alla domanda su come il loro isolamento potrebbe essere migliorato, il 67% ha chiesto una migliore consapevolezza da parte dell’opinione pubblica sull’impatto che la condizione può avere e più di un terzo (34%) ritiene che un miglior supporto dal proprio medico potrebbe fare la differenza.

«La maggior parte delle volte – così il professor Dowrick, che definisce “strazianti” i risultati di queste rilevazioni statistiche – ascolto e assicuro ai pazienti che, sebbene l’acufene possa essere presente per tutta la durata della vita, in quanto tale però non è una condizione preoccupante ed è qualcosa con cui possiamo venire a patti e che può migliorare

Averne, di medici così…

Purtroppo la realtà che tutti conosciamo come pazienti è ben diversa e decisamente frustrante.

E’ questo il motivo per cui la British Tinnitus Association ha messo a punto una Guida per i medici di base che si trovino al cospetto di pazienti con acufeni.

Una Guida che i pazienti sono invitati a portare con sé quando vanno dal proprio medico, caldamente invitati a consegnarne una copia allo stesso medico.

«Questo documento – si legge nella Guida – è stato creato per supportare i medici di base che vedono i pazienti con acufene. Vogliamo fornire un consiglio semplice e chiaro che possa essere trasmesso, per supportare coloro che hanno bisogno di aiuto.»

Come si sa il fenomeno degli acufeni è tutt’altro che raro. Ne è colpito almeno il 10% della popolazione, senza distinzione di sesso o età. I medici di famiglia farebbero quindi molto bene a tenere presente l’incidenza del problema si propri pazienti.

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Questa consapevolezza è il punto di partenza per poter fornire aiuto a chi deve convivere con il problema, tenendo però bene presente che è possibile andare oltre gli acufeni.

Inoltre – si legge ancora nella Guida – «È fin troppo comune sentire che ai pazienti è stato detto che non si può fare nulla sull’acufene. Tali affermazioni negative non sono solo inutili, ma tendono anche a focalizzare l’attenzione del paziente sul loro acufene e ad esacerbare l’angoscia. Un atteggiamento positivo è generalmente utile e ci sono molte affermazioni costruttive che possono essere adottate sull’acufene, come “La maggior parte degli acufeni diminuisce o scompare col tempo“; “La maggior parte degli acufeni è lieve“; “L’acufene non è un precursore della perdita dell’udito“.»

Da parte sua il professor Dowrick aggiunge: «Sono felice di condividere la mia esperienza come sofferente di acufeni, che i pazienti in genere trovano rassicurante. Spesso suggerisco approcci semplici, facendo ricorso, a suoni che distraggano l’attenzione dagli acufeni, come può essere per esempio l’ascolto della radio, o introducendo nella propria vita tecniche di rilassamento tra cui yoga, tai-chi e meditazione. Il mio messaggio principale è che la vita continua nonostante l’acufene; si tratta di trovare le modalità che funzionano meglio per ogni individuo; ogni paziente avrà la propria, personale, strategia per rendere meno fastidioso il problema.»

Quanto ai rimedi possibili, oltre alle consuete abitudini di vita sana da adottare, a partire dalla dieta e dall’esercizio fisico che valgono in ogni caso, acufeni o no, personalmente trovo un grande aiuto grazie agli apparecchi acustici e a una semplicissima App per smartphone (ma ce ne sono tantissime altre in giro) che mi consente di ricevere onde sonore binaurali (Delta, Theta, Alpha, Beta, Gamma).

Provare per credere…

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