MeniQ non funziona se… non lo usi correttamente. E’ accaduto al mio amico “Giovanni”

MeniQ non funziona se
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MeniQ non funziona se… non lo usi correttamente

Il mio amico “Giovanni” (nome di fantasia) ha iniziato a usare il dispositivo qualche mese fa, e dalla sua esperienza ho tratto la conclusione che MeniQ non funziona se… non lo usi correttamente.

Cos’è successo esattamente?

Mentre io, da quasi un anno e mezzo ormai, non ho crisi conclamate di Ménière [https://tr.im/Ttcvc], Giovanni non ha avuto alcun miglioramento.

Quasi tutti i mesi ci siamo confrontati, e la sua risposta alle mie domande è stata sempre la stessa: “nessun miglioramento“.

Il “Libretto d’istruzioni”

Dato che entrambi, che soffriamo di Ménière, abbiamo ricevuto a suo tempo il libretto d’istruzioni per l’uso corretto del MeniQ [https://tr.im/Bn7rn], mi è parso inutile chiedergli tutte le volte se stava usando il dispositivo con tutti i crismi richiesti, cioè secondo le prescrizioni del costruttore.

Mi sbagliavo. Infatti lui, Giovanni, si era dato delle regole tutte sue, tanto, pensava, il dispositivo funzionerà ugualmente.

Alla fine, messo alle strette, dato che, in presenza degli stessi sintomi, mi pareva impossibile che per lui il dispositivo non funzionasse e per me invece sì, mi sono fatto spiegare per filo e per segno che uso facesse del MeniQ [https://www.meniq.net].

E ho scoperto che lo usava a modo suo

Il fato è che il MeniQ è talmente semplice da usare (non ha bisogno di batterie né di collegamenti elettrici e simili), che ognuno potrebbe essere portato a ritenere che una volta azionato di tanto in tanto il soffietto per creare la micro-pressione all’orecchio, il resto venga poi da sé.

Purtroppo non è così, e il mio amico Giovanni ne ha pagato di persona lo scotto.

Alcune necessarie precauzioni e precisazioni

Per prima cosa bisogna sapere che il MeniQ è pensato esclusivamente per le persone che soffrono di Ménière.

A questo scopo, occorre che sia stata posta una diagnosi “certa” (per quanto possibile) di Ménière, e che a porre tale diagnosi sia stato chiamato il medico specialista (Otorino, Audiologo o chi è comunque abilitato a farlo).

Una volta accertata e soddisfatta questa condizione, occorre poi utilizzare il dispositivo come da prescrizione dell’azienda produttrice, sia per quanto la scansione dei tempi di esercizio della micro-pressione secondo una precisa tempistica; sia per la ripetizione dell’esercizio nel corso della giornata (almeno tre volte); sia per quanto riguarda l’applicazione all’orecchio “malato”, ma anche all’altro.

Quali di queste prescrizioni non ha seguito il mio amico Giovanni, privandosi dei conseguenti benefici?

A parte la diagnosi “certa”, per il resto Giovanni ha trascurato tutto il resto.

Ecco gli errori:

 

A – esercizi effettuati senza una precisa cadenza  (mattino – mezzogiorno – sera)

B – mancato rispetto delle fasi e dei tempi per la micro-pressione

C – mancata applicazione anche all’orecchio non colpito da Ménière

 

Il mancato rispetto di questi semplicissimi accorgimenti ha compromesso i benefici che Giovanni sperava di ottenere nella gestione e/o nel contrasto alle crisi di Ménière.

MeniQ non è certo un dispositivo miracoloso…

Per di più Giovanni era disperato, perché non riusciva a percepire l’impulso della micro-pressione sull’orecchio, che al contrario io avverto benissimo.

Come si spiega? Per il semplice fatto che Giovanni ha deciso di usare il MeniQ senza l’apposito tubicino che rende appunto più incisivo l’impulso nell’orecchio (è un tubicino esterno [guarda il video], niente a che vedere con il tubicino di ventilazione transtimpanico che richiede l’inserzione attraverso il timpano, ed è un vero intervento chirurgico, con anestesia e tutto il resto…).

In pratica ha continuato a “pompare” inutilmente per tanto tempo, dato che ha impedito (involontariamente, s’intende) al MeniQ di funzionare correttamente.

Va da sé che durante tutto questo periodo le crisi, e le pre-crisi (perché delle avvisaglie ci sono sempre…), si sono presentate più volte.

Naturalmente l’ho sgridato ben bene, ma che potevo fare di diverso?

D’altronde, come ripeto ormai da tempo, MeniQ non è certo un dispositivo medico che fa miracoli. Bisogna metterci del proprio per portare a casa l’effetto desiderato, cioè la scomparsa delle vertigini [https://tr.im/5nXTi].

Costanza nell’esercizio; scrupolosa attenzione alle modalità d’uso prescritte; pazienza per 6-8 settimane [ma per me l’effetto positivo è arrivato alla fine della terza…], aspettando che la regolare micro-pressione su entrambe le orecchie raggiunga il risultato.

Adesso Giovanni ha capito la lezione, e da qualche settimana si dedica con costanza e precisione agli esercizi. Dovrà purtroppo recuperare il tempo perduto.

L’augurio è che la sua esperienza possa essere d’aiuto ad altri che potranno così evitare di cadere nello stesso tranello in cui è caduto Giovanni, ed essere finalmente liberi dalle vertigini.

A proposito, io che soffro di Ménière da tempo, adesso sto bene, e da un anno e mezzo riesco a gestire e contrastare egregiamente gli attacchi di Ménière. Non male, direi…

Ricordo a chi in questo preciso momento soffre di Ménière che: «Se il problema è Ménière, la soluzione è MeniQ»

P.S. Sull’uso corretto del MeniQ trovi un video a questo indirizzo: https://tr.im/JZo4D – Per la verità è in una lingua incomprensibile (svedese), ma le immagini sono molto eloquenti

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