La sindrome di Ménière raccontata da uno che ne soffre da tempo immemorabile – 8

riflessologia plantare
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Continua la pubblicazione, a puntate settimanali, del mio racconto sulla sindrome di Ménière.

Seguimi, in linea di massima, il martedì.

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Capitolo Settimo

Riflessologia plantare

2. Riflessologia plantare. All’inizio dell’avventura avevo incontrato due brave persone, modeste e allo stesso tempo squisite.

Avevano ottenuto un diploma (di quelli fasulli, ma allora si poteva, e i consigli per gli acquisti dicevano che erano alla portata di tutti, anche di chi non aveva nessuna formazione in nessun campo specifico…).

Me li raccomandò non so più chi.

La pratica che avevano acquisito grazie a un corso suppongo approssimativo di qualche giorno o qualche settimana al massimo, consisteva nella manipolazione esercitata su alcuni specifici punti sotto la pianta del piede. E’ la pratica che infatti prende il nome di "riflessologia plantare".

Lavoravano di pollice esercitando una notevole pressione su questo o quell’altro punto della volta plantare (si dice così?), e l’intenzione era di eliminare i blocchi energetici che presumibilmente si erano formati a livello del sistema vestibolare, causa Ménière, nel mio caso specifico

Dirai: «Ma che c’entra la volta plantare con l’orecchio, le vertigini, la nausea ecc.?»

C’entra, perché nella volta plantare sono praticamente “riprodotti” tutti i singoli apparati e organi, come se un filo sottilissimo li riconducesse alla pianta del piede. E' "scientifico", ragazzi...

Ne consegue che toccando punti specifici della volta plantare si possa agire indirettamente su un organo altrimenti irraggiungibile, capito l’importanza?

Una grande fiducia, magari funziona...

Nutrivo una grande fiducia nel trattamento e la semplicità e modestia di questi improvvisati operatori "sanitari" mi faceva ben sperare nel ritorno dell’udito e nella completa remissione delle vertigini e dei sintomi collegati.

Purtroppo, nulla di quanto sperato stava accadendo.

Al contrario, mi sono fatto l’idea che tutta questa rimessa in circolo dell’energia bloccata stesse ottenendo l’effetto opposto a quello sperato perché i sintomi sembravano peggiorare, anziché no.

Alla fine il “guru” che li aveva formati, i miei due riflessologi, si decise a dir loro che la mia perdita d’udito monolaterale, causa Ménière, era irreversibile così come l’alternarsi dei sintomi, fra periodi relativamente silenti e crisi acute e violente.

E quindi? E quindi fine dell’esperimento con la riflessologia plantare, nulla di fatto.

Peccato però, mi ero quasi illuso che potesse funzionare.

Nuova battuta d’arresto e conseguente depressione per non aver scoperto la “cura” giusta, alternativa del resto alle proposte assolutamente inefficaci della medicina cosiddetta ufficiale, quella dei protocolli e del “si fa così e basta”.

Tentare altre strade, questo è il proponimento che mi assilla di continuo. Dove, come? ecco il dilemma.

(Fine ottavo episodio. Continua...)

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