La sindrome di Ménière raccontata da uno che ne soffre da tempo immemorabile – 5

vertigini
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Continua la pubblicazione, a puntate settimanali, del mio racconto sulla sindrome di Ménière.

Seguimi, in linea di massima, il martedì.

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Capitolo Quarto

Ménière, cos’è? E cos’è che lo causa?

Mi rendo conto adesso che sono entrato a palle incatenate per così dire nella questione Ménière, senza neppure avere accennato a una qualsiasi definizione della patologia (sempre che ce ne sia una, per la verità), e che di una vera patologia si tratti e non piuttosto di un insieme di sintomi, come vedremo in seguito.

E’ vero, ho parlato dei sintomi che ho sperimentato io, però non ho detto nulla dei fondamenti su cui poggia a livello diciamo così scientifico, cioè chi l’ha scoperta e l’ha inquadrata come condizione medica a se stante ecc.

Prosper Ménière, chi era costui?

In realtà c’è gran poco da dire se non che è stata descritta per primo nel 1861 da Prosper Ménière, da cui il nome che le è stato attribuito.

Alcuni le negano addirittura la “dignità” di vera e propria patologia, considerandola piuttosto come una sindrome, cioè un insieme di sintomi e manifestazioni che potrebbero avere le cause più disparate.

Da qui deriva una sorta di assioma secondo cui la sindrome di Ménière non esisterebbe in quanto tale, e che bisognerebbe invece prendere in considerazione i sintomi, cioè fondamentalmente vertigini, vomito, sordità mono o bilaterale, acufeni e via discorrendo.

Ricordo che molti anni fa, alla ricerca già allora di una qualche spiegazione dell’increscioso stato in cui mi riduceva questa benedetta compagna di viaggio, chiesi al medico che allora tentava di curarmi, cosa dovessi pensarne e come uscirne, eventualmente.

E la risposta fu che quando si parla di sindrome di Ménière in realtà non si fa che ricorrere a una tautologia (cioè usare un concetto oscuro per spiegarne un altro che in realtà non spiega nulla di più di quanto sia già noto), dato che nel caso specifico si usa l’etichetta “Ménière” per significare vertigini e vomito, senza ovviamente spiegare nulla della causa che determina il fenomeno.

Se ricorrono certi sintomi è Ménière...

Sindrome di Ménière vuol dire quindi semplicemente vertigine e vomito, più sordità e acufeni.

Se ricorrono questi sintomi e gli episodi di vertigine sono ravvicinati nel tempo, con una durata non inferiore ai venti minuti, allora presumibilmente si tratta di Ménière.

Per non sbagliarsi è comunque meglio usare sempre la formula diagnostica dubitativa, che fa riferimento a una “sospetta sindrome di Ménière”, qualunque sia il significato di questa definizione.

A porre la diagnosi contribuiscono test più o meno raffinati, a partire da quelli piuttosto rozzi con acqua calda e fredda come nel mio caso, ormai millenni fa, fino alle prove più "infallibili" di oggi, mirate a individuare se c’è o nel paziente il famoso “nistagmo” che a sua volta documenterebbe la presenza inequivocabile della patologia o della sindrome, chiamatela un po' come vi pare, la sostanza non cambia.

(Fine quinto episodio. Continua...)

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