In cosa consiste precisamente il mio kit di sopravvivenza anti-Ménière

kit anti-Ménière
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Come gestire una crisi di Ménière

Forse ne ho parlato altre volte o forse no, ma dal numero di richieste d’informazione che ricevo su come gestire le crisi di Ménière ritengo sia utile ricordare a chi mi legge come riesco a non farmi sopraffare dalla patologia.

Riesco cioè a vivere una vita (quasi) normale, naturalmente mettendo in conto che una crisi, o un’ avvisaglia di crisi, può sempre presentarsi.

Come sicuramente sai, da Ménière al momento non si guarisce, qualcuno ci sta lavorando, ma credimi non è cosa che si possa risolvere dall’oggi al domani e onestamente penso neppure domani l’altro.

Se mi segui da qualche tempo conoscerai sicuramente la mia storia che più volte ho raccontato a beneficio dei più, e sei quindi edotto del fatto che finora non ho trovato nessun farmaco o medicamento o soluzione definitiva al problema.

In altre parole, una volta innescata la crisi, c’è ben poco da fare, e tutti i consigli «prenda questo, prenda quello» sono solamente acqua fresca.

Se, nel migliore dei casi, la crisi si verifica a casa propria, non è proprio il caso di farsi prendere dal panico, poi passa…

Diverso è invece il caso in cui ci si trovi fuori casa, e qui le cose si complicano.

Naturalmente, nel lungo periodo, si può provare di tutto per “prevenire” le crisi, ricorrendo in particolare a tutti i divieti possibili e immaginabili che ci hanno o vorrebbero imporci (a fin di bene, ci mancherebbe): niente sale (dieta iposodica), niente fumo, niente cioccolato o caffè, siimolanti vari e via andare.

Funzionano? No, per niente. Ma sei libero di provare in prima persona e tirare quindi le conseguenze.

E bere tanta acqua? Bere (acqua!) fa sempre bene, ma eccedere può comportare qualche rischio. Che effetti ha su Ménière questa pratica? Nessuno, provare per credere… Se la crisi deve arrivare, arriva ugualmente anche se hai bevuto a litri.

Una crisi giocata fuori casa

Ma torniamo a una possibile crisi che si verifichi fuori casa. Cosa fare in questo frangente?

Ne posso parlare perché a me è accaduto più di una volta (per fortuna, in passato), e l’unica soluzione si è materializzata nel ricorso al più vicino pronto soccorso in ambulanza, naturalmente in corso d’opera, cioè mentre la vertigine non molla e si vomita anche l’anima. (Per inciso una volta mi è successo a Venezia, dove notoriamente l’ambulanza non può essere che una barca, la quale per sua natura aiuta a vomitare ben bene… Ho raccontato anche questo).

Le cose, nel mio caso, andavano prima che mi decidessi ad approntare un kit apposito, messo a punto specificamente per far fronte a ogni evenienza che dovesse presentarsi fuori casa.

In cosa consiste precisamente il Kit?

Prima di entrare nello specifico devo fare necessariamente una premessa, ma solo di sfuggita, non voglio tediare chi mi legge.

Da quasi due anni a questa parte ho scoperto e sto utilizzando un dispositivo medico di cui ho parlato varie volte su questo blog, motivo per cui non ne parlo oggi. Puoi trovare tutte le spiegazioni del come, del perché e affini visitando questo link: http://bit.ly/2MPRCFa

Il vantaggio di questo dispositivo, che io chiamo anti-Ménière, sta nel fatto che è di dimensioni assai ridotte, al punto che si può portare in tasca o in borsetta, un bel vantaggio.

Rientra quindi perfettamente fra gli elementi che sono presenti nel mio kit anti-Ménière, diciamo “da viaggio”, per capirci, anzi è il principale.

E vengo finalmente al dunque, esponendo cioè concretamente il contenuto del kit che mi porto sempre dietro.

    1. Dispositivo medico, manuale, portatile [non richiede energia elettrica]
    2. Capsule contenenti sostanzialmente zenzero, tipo quelle che si usano per il mal d’auto
    3. Sacchetto adeguato per eventuali conati di vomito (quelli biodegradabili sono sottllissimi e occupano quindi pochissimo spazio. Da sostituire periodicamente`
    4. Compresse di Plasil (se la crisi è già partita non servono, ma tutto può aiutare…).
    5. Se indossi apparecchi acustici, un blister di batterie di riserva.

Tutto questo mi mette al riparo da un’eventuale crisi? Sicuramente no, però mi dà fiducia e mi aiuta a pensare che un’eventuale crisi non mi troverà impreparato e in balia degli eventi (come purtroppo mi è accaduto in passato).

Ovviamente il punto fondamentale di tutto questo complicato discorso sta nella premessa.

Infatti, è proprio nel dispositivo medico, pensato e nato appositamente per contrastare Ménière, che il mio kit trova il suo punto di forza.

Da quasi due anni ormai, grazie al suo uso costante, non ho più avuto vertigini e crisi conclamate, anche se ovviamente non sono guarito da Ménière.

L’uso è costante (tre volte al giorno per pochi minuti), ma se si dovesse presentare qualche avvisaglia di crisi imminente, mi attacco al dispositivo (in casa oppure in strada, non importa) e in pochissimo tempo mi rimetto in sesto, non male direi!

E che c’entra lo zenzero in capsule?

C’entra, c’entra, perché tutto parte dai due nostri cervelli, quello che ci portiamo in testa, e quello che sta nell’intestino; e fra i due c’è un costante dialogo.

Lo zenzero rende questo dialogo accettabile, al punto da far regredire quel senso di vertigine e nausea che prende allo stomaco… (se soffri di Ménière, sai di cosa parlo).

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