Equilibrio, la cura per chi l’ha perso arriva dallo Spazio

Equilibrio
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Equilibrio e orecchio interno, come funziona nello Spazio

Uno dei tanti problemi con cui devono fare i conti gli astronauti, ma probabilmente non l’ultimo, è quello della perdita di equilibrio in assenza di gravità, o più precisamente in presenza di micro-gravità.

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Da qui la necessità di far fronte al delicato problema appunto di equilibrio per gli astronauti, con promettenti ricadute per i comuni mortali che di perdita d’equilibrio soffrono sulla Terra, senza andare a cercarsi altri problemi, tanto meno nello Spazio.

I danni da perdita d’equilibrio per gli astronauti

Con tutta evidenza i danni per la perdita d’equilibrio degli astronauti potrebbero essere incalcolabili, perché ne verrebbero interessati i compiti e le funzioni anche vitali che gli operatori dello Spazio sono chiamati a compiere. Non è un’ipotesi peregrina, è già successo.

Riferisce a questo proposito il portale Space Daily che l’International Space Station (ISS) è un laboratorio unico per studiare in modo particolare il cervello e gran parte delle patologie che a esso sono collegate, cioè praticamente quasi tutte.

Da qui la brillante idea di utilizzare questo speciale laboratorio per mettere a punto un metodo che risolva il problema alla radice, sia in Cielo che in Terra (per chi ne soffre, e ne soffrono milioni di persone).
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Ed ecco il risultato: «E’ stato messo a punto un metodo brevettato, non farmacologico e computerizzato, che permette agli astronauti e alle persone che soffrono di questo disturbo di prevenire e correggere percezioni sfavorevoli e reazioni senso-motorie in modo da acquisire la capacità di sopprimere vertigini e capogiri, nistagmo e vomito.»

In cosa consiste il metodo “spaziale”

L’affermazione che ho riportato tra virgolette è niente di meno che della NASA, e l’ho presa pari pari dall’ebook Benefits for humanity 2015 a cura dell’Agenzia spaziale americana appunto.

E’ interessante sapere che gli equipaggi spaziali sperimentano vertigini, difficoltà di orientamento e altri disturbi motori che durano dai tre ai cinque giorni in andata, e altrettanti al ritorno sulla terra, ma chi l’avrebbe mai detto?

Inoltre, in assenza di gravità, le informazioni fornite dal sistema vestibolare dell’orecchio interno non combaciano con quelle degli altri organi sensoriali, e il cervello non riesce a interpretare i segnali in arrivo, un vero disastro!

Per tutti questi motivi l’Institute of Biomedical Problems, in Russia, ha sviluppato un metodo che usa sistemi computerizzati, cui è stato dato il nome di “OculoStim-CM“, e che riesce a stabilizzare funzione vestibolare, interazione sensoriale, orientamento.

Il sistema, che si basa sulla valutazione delle reazioni al movimento oculare, è stato applicato anche nel caso di pazienti che, sulla Terra, soffrivano di capogiri e vertigini, simulando la condizione di assenza di gravità.

In buona sostanza il metodo si è dimostrato utile nel 91% dei pazienti con vestibulopatia periferica, e nell’80% dei casi di pazienti con vestibulopatia centrale. Pazienti che hanno riferito soggettivamente una buona capacità di soppressione della vertigine in qualsiasi condizione, e un miglioramento generale nell’adattamento alle condizioni reali di vita.

Buona giornata!

Fonti: Space Daily; NASA

Preleva l’ebook della NASA in formato pdf

Guarda anche: [“Computerized method of objectification of dizziness and vertigo and differential diagnostic of vestibulopathies“]

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