Dieta Perlmutter, come stanno andando le cose

Dieta Perlmutter
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Dieta Perlmutter, in cosa consiste e quali sono gli effetti

Di tanto in tanto bisogna fermarsi a riflettere e a fare il consueto tagliando per vedere se quello che si sta mettendo in pratica funziona, com’è il caso della dieta Perlmutter, per esempio.

Ovviamente lui, David Perlmutter il neurologo americano, non parla tanto di dieta Perlmutter quanto piuttosto di protocollo Perlmutter, se no che neurologo sarebbe. E infatti tutti sanno quanto siano importanti i protocolli per i medici, è la loro ancora di salvezza, “non ho fatto altro che seguire il protocollo scientifico previsto in questi casi”, quante volte ce lo siamo sentiti ripetere?

Dieta Perlmutter

Il “menu” di Perlmutter [pag. 240]

Anche se nel caso del nostro, il protocollo che lui consiglia, anzi propone con molta forza, la famosa dieta Perlmutter, è proprio il contrario di quello ufficiale, caso mai ce ne fosse poi uno nel caso degli acufeni e Ménière, non stiamo parlando di un raffreddore, s’intende.

Direbbe il mitico Bersani: “Siam mica qui a rintronare chi soffre di acufeni con le chiacchiere, che sono già rintronati per conto proprio, è sta roba qua”.

Dieta Perlmutter, vedi i post precedenti

In ogni caso, dieta Perlmutter o protocollo, come più ti aggrada, la sostanza non cambia, significa semplicemente quattro principi in croce da seguire in ogni caso, sia che si stia bene, ma i guai sono sempre dietro l’angolo, sia che acufeni e Ménière non ti diano pace.

In breve, li enumero di nuovo in ordine sparso: riduzione calorica; attività fisica; pochi carboidrati; alcuni integratori.

A questi, perché la dieta Perlmutter possa dirsi tale, occorre aggiungere la tassativa prescrizione di rinunciare nella maniera più assoluta a glutine e zuccheri, cioè senza prenderci in giro: niente pasta, né pane, né pizza, né bevande zuccherate.

E siccome so già cosa stai pensando: “allora basterà scegliere alimenti per celiaci, cioè senza glutine”, ti dico subito che questa sarebbe una presa in giro per te, perché gli zuccheri sono presenti anche negli alimenti per celiaci. E t’ho detto tutto. Bevande come CC e succhi di frutta neanche a parlarne, ovviamente.

Non è difficile, posso garantirlo personalmente

E siccome ti starai chiedendo se a questo punto non sia meglio astenersi dal toccare cibo (ma sarebbe un disastro, anche se il digiuno di tanto in tanto è consigliato), mi affretto a dirti che mi attengo scrupolosamente, tenuto però conto della fragilità umana, a questo regime alimentare, e lo trovo non solo adeguato alle mie esigenze, ma anche gratificante.

Seguo la dieta Perlmutter dall’inizio del mese d’agosto, sono quindi tre mesi interi.

Premetto che soffro di acufeni a manetta, che sono affetto da Ménière e che questa patologia qualche mese fa mi ha inferto l’ultimo colpo di coda (dopo tutti gli altri, non l’ultimo per me, spero) togliendomi improvvisamente l’udito anche all’orecchio che fino a quel momento avevo considerato “buono”.

Ecco spiegato il motivo per cui sono arrivato dopo varie ricerche e tentativi alla dieta Perlmutter.

Ma vorrai sapere quali sono stati finora i miglioramenti.

Ti accontento subito. Sul piano degli acufeni nessun miglioramento.

Per quanto riguarda invece il caro Ménière, mi sorprendo a pensare che non ho avuto nessun nuovo attacco (ma questo particolare non vuol dire nulla come sanno bene i miei colleghi di sventura, la malattia può essere silente per anni o decenni).

La nota importante è invece, e ci tengo a sottolinearla, che il mio incedere è più stabile, cioè non ho quei piccolissimi sbandamenti che costringono il cervello a compensare di continuo il bilanciamento.

Una cosa da niente? Al contrario, un’evoluzione, e un segno che il cervello inizia (forse) a rendersi conto delle mie vere intenzioni, e del perché sto facendo di tutto per nutrirlo adeguatamente. Grazie, cervello, alla fine potremmo andare d’accordo.

Su cosa si basano le mie convinzioni e aspettative? Sul fatto che, come sembra ormai chiaro, acufeni e Ménière iniziano a portare scompiglio nell’orecchio, ma poi avviene una transizione della patologia dall’orecchio al cervello. Ed è quest’ultimo che dobbiamo prendere in considerazione. Forse avremmo bisogno di più Neurologi e di meno Otorinolaringoiatri (uffa! che parola impronunciabile).

Tu che dici?

Buona giornata!

P.S. -1- Se anche tu hai lo stesso problema degli acufeni o di Ménière lascia un commento e, se lo vuoi, descrivi la tua esperienza. Chissà che insieme non troviamo la soluzione.

P.S. -2- Se vuoi, lascia qui a fianco il tuo indirizzo e-mail per ricevere la newsletter e rimanere così aggiornato sulle mie ricerche su acufeni, ipoacusia e problemi dell’udito. Sono un giornalista, so dove e come cercare.

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