Declino cognitivo, che c’entra con gli apparecchi acustici

Declino cognitivo
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Declino cognitivo e apparecchi acustici, uno studio scientifico

E’ stato pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society
(Volume 63, Issue 10, pages 2099–2104, October 2015) uno studio sul rapporto fra declino cognitivo e apparecchi acustici.

I primi commenti che ho trovato in giro sono a favore degli apparecchi acustici, e lo studio in questione sarebbe la prova provata della bontà dell’attività svolta dagli Audioprotesisti.

A differenza infatti di quanto (forse) si è pensato finora almeno da alcuni, gli apparecchi acustici non solo aiuterebbero a preservare l’udito residuo, ma avrebbero anche la non indifferente capacità di far aumentare il volume del cervello difendendo quindi a spada tratta il soggetto dal declino cognitivo.

Com’è stato condotto lo studio sul declino cognitivo

La ricerca è iniziata nel 1990 e ha preso in esame soggetti (3670) con dichiarata perdita uditiva e un’età superiore ai 65 anni.

La perdita dell’udito è stata valutata mediante somministrazione di un questionario allo scopo di determinare il grado di sordità auto-percepita.

Quanto al declino cognitivo, questo è stato valutato servendosi del Mini-Mental State Examination (MMSE) durante visite di follow-up per un periodo di oltre 25 anni.

Le evidenze messe in luce dalla ricerca

La prima evidenza si riferisce all’ipoacusia. Chi accusava questo disturbo mostrava un punteggio MMSE inferiore (β = -0.69, p <0,001) e un maggiore declino cognitivo durante il periodo preso in esame (β = -0.04, p = 0,01), e ciò indipendentemente dall’età, dal sesso, e dall’istruzione.

OK, ma gli apparecchi acustici?

Qui viene il bello. E’ stata osservata un peggioramento nel punteggio MMSE (declino cognitivo) tra i partecipanti con perdita di udito che non avevano fatto ricorso agli apparecchi acustici (β = -0.06, p <.001).

A differenza di questi “sventurati”, i soggetti con perdita di udito, ma che utilizzavano apparecchi acustici, risultavano immuni da declino cognitivo (β = 0,07, p = 0,08), il loro quoziente cognitivo era stabile.

In sostanza i risultati della ricerca lasciano intendere che l’ipoacusia è associata a un’accelerazione del declino cognitivo. Gli apparecchi acustici sembrano in grado di attenuare tale declino cognitivo.

Un autorevole commento allo studio

Ha spiegato all’ANSA Nicola Ferrara, Presidente della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia: «Se l’ipoacusia fosse riconosciuta non come patologia di serie B, per esempio proprio in considerazione del suo ruolo nel declino mentale, forse ci sarebbe un maggiore impulso da parte dei medici nel consigliare l’uso dell’apparecchio acustico. Infine, c’è una motivazione economica: il nomenclatore tariffario utilizzato in molte Regioni prevede solo un rimborso parziale del costo delle protesi e spesso non prevede l’utilizzo di protesi digitali che rappresentano il presidio più aggiornato per tali disturbi.»
Buona giornata!

Fonte: Self-Reported Hearing Loss, Hearing Aids, and Cognitive Decline in Elderly Adults: A 25-Year Study.

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