Cura acufeni, speranze da una nuova ricerca

Cura acufeni
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Cura acufeni, sperimentate nuove ipotesi di soluzione

Per la cura acufeni è stata presentata recentemente una ricerca, pubblicata su JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2015;141(8):716-722 con il titolo: Repetitive Transcranial Magnetic Stimulation Treatment for Chronic Tinnitus. A Randomized Clinical Trial.

Va detto subito che la cura acufeni di cui parlo qui non è ancora utilizzabile per il grande pubblico (richiede ulteriori verifiche a livello scientifico) ma le speranze che suscita meritano di essere condivise.

Cos’è stato scoperto di nuovo per la cura acufeni?

Detto in parole povere la ricerca dimostra come persone sofferenti di forme di acufeni in maniera piuttosto grave hanno ottenuto un significativo miglioramento dei sintomi grazie a una stimolazione elettromagnetica.

In pratica le persone sofferenti sono state trattate con stimolazioni elettromagnetiche mentre a un altro gruppo di persone ugualmente sofferenti di acufeni è stato somministrato un placebo (gruppo di controllo). I primi hanno avuto un deciso miglioramento, i secondi non hanno registrato cambiamenti di sorta.

In cosa è consistita la stimolazione elettromagnetica utilizzata

Come primo intervento i ricercatori hanno misurato la gravità dei sintomi degli acufeni servendosi di uno specifico indice di misurazione, il TFI (Tinnitus Functional Index).

Sono stati quindi selezionati 70 pazienti, alcuni assegnati al gruppo attivo e altri al gruppo di controllo in maniera statisticamente “casuale” (random). Al gruppo attivo sono state somministrate per dieci giorni lavorativi consecutivi 2.000 pulsazioni per sessione (il gruppo di controllo è stato trattato invece con un placebo, cioè nessuna terapia).

La stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS), finora utilizzata per la depressione resistente ai farmaci e altre patologie, non è invasiva, gli impulsi elettromagnetici vengono infatti trasmessi al paziente esternamente attraverso il cuoio capelluto.

In conclusione, quale risultato?

Il follow-up eseguito a partire da 1, 2, 4, 13, e 26 settimane dopo l’ultimo trattamento ha mostrato come i sintomi del gruppo attivo che ha ricevuto le stimolazioni sono migliorati del 31%, mentre il gruppo di controllo (cui è stato somministrato soltanto placebo) ha fatto registrare un miglioramento di appena il 7%.

Dichiarano i ricercatori: «Siamo convinti che l’rTMS non possa essere considerato come sostitutivo dei metodi fin qui utilizzati per la cura acufeni. Tuttavia l’rTMS potrebbe affiancare validamente le altre terapie rendendole più efficaci, offrendo anche una valida opzione per quei pazienti che non rispondono adeguatamente alle altre terapie.»

P.S. -1- Se anche tu hai lo stesso problema degli acufeni lascia un commento e, se lo vuoi, descrivi la tua esperienza. Chissà che insieme non troviamo la soluzione.

P.S. -2- Se vuoi, lascia qui a fianco il tuo indirizzo e-mail per ricevere la newsletter e rimanere così aggiornato sulle mie ricerche su acufeni, ipoacusia e problemi dell’udito. Sono un giornalista, so dove e come cercare.

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