Articolazione temporo mandibolare e Acufeni. C’è un nesso?

articolazione temporo mandibolare
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L’eziopatogenesi degli acufeni resta ancora ignota. Si sa però che esiste un legame tra questi e i disturbi dell’Articolazione Temporo Mandibolare

Gli acufeni hanno sempre accompagnato l’umanità e costituiscono un problema vecchio quasi quanto la medicina.

Già nel 400 a.C. Ippocrate, che si dice ne fosse affetto, se ne occupò senza successo. Celso e Galeno, secoli dopo, tentarono con il medesimo risultato di risolvere il loro disturbo.

Sembra che anche Beethoven, alla fine della sua vita, mal sopportasse sia la sordità che, in maggior misura, gli acufeni. Tuttavia, malgrado i progressi e le numerose ricerche effettuate, il problema degli acufeni è lungi dall’essere risolto; ancora oggi non siamo in grado di rispondere a molti interrogativi, il più importante dei quali rimane quello della eziopatogenesi.

Per definizione, gli acufeni sono sensazioni sonore percepite dall’individuo, non sostenute da sorgenti esterne, acustiche o elettriche, e causate da attività proprie dell’apparato acustico o dai meccanismi di elaborazione sensoriale.

Esistono acufeni con insorgenza acuta che possono risolversi nell’arco di un mese, e per contro acufeni cronici che persistono nel tempo.

In merito alla loro prevalenza, i dati riportati nelle varie casistiche sono molto difformi e ciò dipende principalmente dalla metodica utilizzata nel rilevamento del sintomo, dalla distribuzione per età e dalla co-presenza o meno di un deficit uditivo: spesso si accompagnano a ipoacusie di vario genere più o meno gravi, ma possono presentarsi anche in soggetti normoacusici.

L’incidenza degli acufeni aumenta progressivamente con l’età: in quella pediatrica il loro riscontro è molto raro.

Eziopatogenesi

A oggi, ancora non risulta chiaro in che modo il fenomeno acufeni rientri nell’ambito della fisiopatologia del sistema uditivo.

Distinguiamo acufeni obiettivi o estrinseci e acufeni subiettivi o intrinseci.

I primi possono essere percepiti dall’esaminatore e in genere si correlano a una patologia:

• vascolare, come per esempio nelle fistole arterovenose, nei tumori del glomo della giugulare o nelle stenosi arteriolari;

• muscolare, come nei cloni del tensore del timpano, del tensore e dell’elevatore del palato;

• tubarica (per esempio, per tuba beante);

• articolare (per disfunzione dell’Articolazione Temporo Mandibolare).

Gli acufeni oggettivi sono rari e usualmente il trattamento è mirato a rimuovere la causa che li produce.

Gli acufeni soggettivi, invece, risultano esclusivamente percepiti dal paziente e possono subentrare per alterazioni di una qualsiasi delle parti che compongono il sistema uditivo.

Nella letteratura scientifica numerosi sono i riscontri di un possibile ruolo patogenetico svolto da distretti extrauditivi, in particolare dalle regioni della testa, del collo e dell’Articolazione Temporo Mandibolare (ATM).

Continua a leggere sul documento originale:

https://www.studiober.com/wp-content/uploads/2019/02/Acufeni-2016.pdf

Per gentile concessione del Dott. Edoardo Bernkopf (autore dell’articolo)

DR. EDOARDO BERNKOPF Partita IVA 02581850241

Medico chirurgo Specialista in Odontoiatria e protesi dentaria

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