Acufeni, ho postato una domanda sulla pagina FB…

Acufeni, ho posto una domanda
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Qualche giorno fa ho postato una domanda sulla mia pagina Facebook

La questione riguardava un problema personale (il soggetto ero io, o meglio la mia mano).

Nel senso che il riferimento era alla relazione, vera o presunta, tra l’innalzamento del livello dei miei acufeni, e un piccolo intervento superficiale alla mia mano sinistra.

Detto intervento, infatti, sia pur di modesta entità, ha comportato com’è facilmente immaginabile, il ricorso alla cosiddetta anestesia locale, che però secondo me di locale non ha proprio nulla, visto che lascia parecchi strascichi e sedimentazioni a livello generale. 

Anestesia locale

Fatto sta che all’indomani dell’intervento è successo stranamente che gli acufeni abbiano saltato per così dire di livello, passando da moderati, come sono solitamente, a forti o addirittura molto forti.

Da qui la domanda se non c’entrasse per caso l’intervento del giorno prima.

La mia risposta è stata subito positiva: sicuramente lo stress procuratomi dall’intervento (non lo nascondo, sono un fifone) ha sicuramente messo in moto un turbinio di emozioni e agli acufeni non sarà parso vero di poter approfittare della situazione per farsi sentire.

Dato che sono saggio (magari!), mi sono detto “passerà domani o dopo”, ma con mia grande sorpresa, non è passato né il giorno dopo né quello appresso.

Adesso non sto qui ad annoiarvi, ma la situazione perdura anche a 10 giorni e più di distanza.

Il ricorso alla rete

Uhm, mi sono detto, difficile che lo stress duri così a lungo. E detto fatto mi sono rivolto alla rete, casomai qualcuno sapesse individuare la causa dell’accidente.

Non nascondo però che uno dei motivi per interrogare l’oracolo, cioè la rete, era la segreta e inconfessabile astuzia di scoprire quanto sugli acufeni se ne sa davvero in giro.

Infatti “la rete” non ha tardato a dare di sé una gran bella figura, perché si è scatenata, come si dice, una ridda di ipotesi, tutte ovviamente centrate sulle convinzioni più comuni sugli acufeni. Tutte assai sensate, nulla da eccepire.

Chi ha richiamato un controllo della pressione; chi ha voluto sapere se non fossi per caso in una posizione scomoda durante l’intervento al punto da interessare negativamente la cervicale; e via di questo passo.

Dal canto mio ho invece elaborato il sospetto che nella, pochissima per la verità, anestesia che mi è stata somministrata, ci fosse qualcosa di ototossico, che nel caso specifico del mio udito, non avrebbe certamente agito da toccasana sugli acufeni.

Sicché, armato di grande coraggio, e con grande sprezzo del pericolo, alla visita di controllo ho chiesto all’esimio chirurgo se per caso, non si sa mai, l’anestetico avesse potuto contenere, puta caso, un elemento chimico tale da risultare “veleno” per i miei acufeni.

Traendone, com’era del resto prevedibile, risposta negativa, e oltretutto un po’ piccata, dato che “noi qui utilizziamo soltanto farmaci di prima scelta, per non parlare poi degli anestetici, non scherziamo!”

La spiegazione per gli acufeni così forti

Eppure gli acufeni ce li ho ancora fortissimi, come spiegarselo?

La soluzione la devo a una risposta al quesito posto sulla pagina FB [vedi qui].

Dove il mio gentile interlocutore sottolineava che sì, è vero, l’anestetico non contiene ototossici, ma ciò non toglie che siano state proprio le sostanze contenute nel farmaco a far girare a mille gli acufeni.

Probabilmente infatti il mio organismo non ha ancora metabolizzato quel tipo di “veleno” che mi è stato somministrato, naturalmente con le migliori intenzioni.

Racconto questa storia perché mi rendo conto che tutti i nostri sforzi per tenere sotto controllo gli acufeni possono poi andare a infrangersi in quel semplicissimo liquido che ci viene iniettato come nulla fosse per non farci sentire dolore.

Il mio è solo un esempio, ma chissà quanti altri ce ne saranno nella vita d’ogni giorno, cui non prestiamo attenzione, e però mandano su di giri gli acufeni…

Acufeni Insopportabili?

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