Turbine eoliche, quel rumore impercettibile che assomiglia agli acufeni

Turbine eoliche

Turbine eoliche, se le pale ruotanti influiscono sulla salute

Sulle turbine eoliche ognuno ha avuto modo di pronunciarsi nel bene ma soprattutto nel male, chi per la salvaguardia del paesaggio, chi per l’eccessivo sfruttamento del suolo, chi per il mancato utilizzo agricolo del terreno stesso.

Naturalmente a fronte di tanti e numerosi detrattori esistono in numero altrettanto importante fautori del loro utilizzo.

Il motivo è chiaro: l’energia ottenuta grazie alle turbine eoliche è una delle meno costose in assoluto.

Pochi si interessano però agli effetti che le turbine eoliche hanno o potrebbero avere sulla salute umana, e in particolare sull’orecchio, argomento che ci interessa maggiormente in questa sede.

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Turbine eoliche e orecchio

Recentemente il sito hearinghealthmatters.org ha dedicato un nuovo articolo [Wind Turbines: Noise and Health] al problema, con l’intento di approfondire l’argomento e con lo scopo dichiarato di confutare le dichiarazioni, ritenute fuorvianti, di chi per un motivo o per l’altro si fa paladino dell’innocuità delle turbine eoliche sulla salute dell’uomo.

Domanda: sei mai stato a contatto ravvicinato con un impianto eolico di tipo industriale, cioè uno di quelli destinati alla produzione di energia elettrica su scala industriale? Io sì, e vi posso assicurare che è un’esperienza niente affatto piacevole.

Quell’impianto in Sardegna

Ti racconto una storia. Tempo fa ho fatto visita a una coppia di amici che da Milano si sono trasferiti in Sardegna. Hanno deciso di lasciare la metropoli per ritrovare la pace della campagna, amanti come sono della solitudine selvaggia della Sardegna (non certo sulla costa, ovviamente).

Così si sono costruiti la loro bella casa nel pieno di un bosco di querce da sughero, nella pace e nel silenzio più assoluto.

Qualche anno dopo uno grande gestori di turbine eoliche ha ottenuto l’autorizzazione per la costruzione e lo sfruttamento di impianti eolici proprio a ridosso della loro casa (in linea d’aria a non più di 500 metri).

Tutto a posto? Neppure per sogno. Da quel momento infatti il nervosismo in casa si poteva tagliare con il coltello.

Personalmente non credevo che l’impatto sulla serenità potesse essere così forte, ma ho dovuto ricredermi.

Ascoltare il rumore continuo del rotore nel silenzio del bosco è quanto di più deleterio ci possa essere. Qualcosa che ha che fare con gli Acufeni, hai presente?

Un rumore tanto fastidioso che ai miei amici non è restato che cambiar casa per non rischiare la salute (e il matrimonio…).

Torniamo agli effetti sull’orecchio

I difensori delle turbine eoliche basano le loro convinzioni per l’innocuità degli impianti sulla certezza che “Ciò che non si sente, non è neppure percepito“. Ma è proprio così?

Tanto per capirci è opportuno ricordare che siamo nel mondo degli infrasuoni, cioè di suoni al di sotto della soglia di percezione comunemente accettata e condivisa.

Ora – sottolinea l’articolo – decenni di ricerche hanno messo in evidenza come le turbine eoliche diano luogo a improvvise esplosioni d’energia e a cambiamenti di pressione, fenomeni tutti che possono essere percepiti dagli essere umani a livello di infrasuoni, con conseguenze ben documentate come: disturbi del sonno, mal di testa, acufeni, dolore alle orecchie, vertigini e nausea.

Ne consegue che tutti quelli che si occupano di sordità, perdita d’udito, acufeni, apparecchi acustici non dovrebbero sottovalutare i possibili danni derivanti dalla vicinanza a una turbina eolica.

Infatti, anche se è vero che in genere non si diventa sordi per questo, non si possono neppure trascurare i danni che ne possono derivare a livello di apparato uditivo per l’esposizione prolungata a un rumore di fondo anche se non percepito in maniera conscia (infrasuoni e suoni a bassa frequenza).

Dal canto suo l’American Wind Energy Association (quella che riunisce gli industriali dell’eolico) ha preparato un dossier dal titolo Wind Turbine Sound and Health Effects con il quale ha cercato di minimizzare gli eventuali effetti nocivi delle turbine eoliche.

Da notare – come non manca di precisare l’articolo – che due degli esperti che hanno firmato il dossier sono impegnati nel campo delle problematiche che riguardano orecchio e perdita d’udito (immagina con quale credibilità…).

Infine non sorprende che, a causa delle proteste sempre più numerose che sottolineano i danni sulla salute, l’industria eolica stia conducendo una campagna per screditare medici e scienziati che mettono in guardia sui possibili pericoli che possono derivare all salute di chi vive a stretto contatto con i rotori delle turbine.

Dobbiamo allora combattere l’eolico?

Non è la conclusione più giusta da trarre dopo la lettura di questo articolo. In primo luogo perché questa forma d’energia è una delle più “pulite” in assoluto, e anche perché è fra le meno costose.

Però è anche giusto richiamare l’attenzione di chi deve concedere permessi e licenze in materia, perché ascoltino i pareri degli scienziati che studiano le risposte al rumore e alle vibrazioni da parte dell’orecchio umano. Rumore e vibrazioni, sia che siano udibili o non udibili.

Detto in parole povere: non si possono installare impianti eolici troppo vicini ai luoghi dove gli esseri umani vivono e lavorano.

Sembra scontato, ma su tutto prevale purtroppo il profitto e spesso si sorvola sui problemi che questo interessato atteggiamento provoca sugli esseri umani.

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