Terapie per Acufeni e Ménière, questa mi ha proprio ipnotizzato

Terapie per acufeni e meniere

Terapie per Acufeni e Ménière, alla ricerca di qualcosa che funzioni

Quando si parla di terapie per Acufeni e Ménière la prima cosa che viene in mente è che in realtà non c’è molto da dire né tantomeno da fare.

Ciascuno di noi che ne soffriamo potrebbe dire: «Ne ho provate tante, grazie».

Infatti, chi di noi non ha sperimentato tutte le possibili e immaginabili terapie per acufeni e Ménière?

Basterebbe scorrere le pagine di questo stesso blog per passarle in rassegna, tutte o quasi sperimentate in prima persona dal sottoscritto (dalla dieta, agli integratori alimentari, al Metodo Coué, allo stoicismo, all’omeopatia, alla fisioterapia, alla Metamedicina, alla psicologia…), per concludere che non esiste una soluzione preconfezionata.

Non ricordo se l’ho mai riferito prima, ma mi è anche capitato di aver prestato fede a un “personaggetto” (cosa non si farebbe per trovare una soluzione!) che, dopo avermi spillato non pochi quattrini, cioè una cifra non proprio irrisoria, mi ha prescritto una cura “infallibile” che mi ha spedito ipso facto al Pronto Soccorso più vicino, con tanti punti di sutura in testa, per una caduta improvvisa (nel senso che sono venuto giù come una pera matura senza capacitarmi del perché), a causa di un cocktail micidiale.

Allora, che facciamo? Rinunciamo, e ci piangiamo addosso come è abitudine fare fra i componenti di certi Gruppi dedicati al problema su FB?

Smettiamo di cercare terapie per acufeni e Ménière?

Neppure per idea.

Cosa ho sperimentato questa volta per trovare terapie per Acufeni e Ménière?

Mai sentito parlare di ipnosi? Be’, io sì.

Ricordo, tanto per dire, che tanti anni fa quando ero in analisi, il mio psicoterapeuta mi aveva sottoposto a qualche seduta. Si chiamava allora, ma ancora credo, ipnosi regressiva. Non ci crederai ma grazie a questa tecnica sono tornato indietro fino a quando ero nella pancia di mia madre, incredibile.

A qualcosa deve essere servita, sia l’analisi che l’ipnosi regressiva, se per tanti anni non ho avuto crisi di Ménière e gli acufeni non mi hanno dato grandi fastidi. Forse.

Dico forse, perché come sappiamo, così riferisce la vulgata dei medici, questo andamento ondulatorio è tipico della sindrome. Sarà.

Fatto sta, ancora una volta “come tutti sappiamo” che sia gli acufeni che Ménière hanno una forte componente emotiva.

Ipnosi ed emozioni, voglio capire come funziona

Motivo per cui, se è vero come è vero che l’ipnosi agisce sulle emozioni, ho deciso di sottopormi a qualche seduta di ipnosi.

Naturalmente le cose sono cambiate un bel po’ da quando ho provato l’ipnosi ai tempi dei tempi.

In pratica, quella che sto provando io, è l’ipnosi non verbale (se leggi l’articolo e dai un’occhiata al video, te ne puoi fare un’idea e scoprire così la sua validazione a livello delle cosiddette neuroscienze).

Cosa spero di ottenere concretamente

Spero di ottenere un risultato semplice semplice.

Hai presente, perché sicuramente l’avrai provata, la sensazione di paura che si possa presentare una crisi di Ménière, talmente intensa da riuscire a innescare una vera e propria nuova crisi?

Ecco, proprio quella. Spero che l’ipnosi sia in grado di disinnescare questa paura (e le crisi che ovviamente ne conseguono).
Acufeni ridotti

Sono convinto di poterne venire a capo anche perché questo meccanismo  è già stato sperimentato, per esempio, con soggetti che vanno incontro a crisi epilettiche o attacchi di panico (in questo caso, spesso con la presenza di acufeni).

E se funziona per loro, vuoi che non funzioni per me? L’analogia c’è, e voglio sperimentare se concretamente può essere sfruttata a mio vantaggio, ma anche a beneficio di chi mi legge.

Ho già sperimentato la prima seduta e i risultati mi sembrano incoraggianti.

La paura di una ricaduta, se non è scomparsa, si è attenuata di molto e io sono più sereno e positivo.

Nelle prossime puntate riferirò sui risultati ottenuti.

 

 

Share

Lascia un commento da Facebook

Leave A Response