Strategie per Audioprotesisti al passo con i tempi. “Non sei sordo!”

Strategie per Audioprotesisti

Quali sono le migliori strategie per Audioprotesisti

Fra le possibili strategie per Audioprotesisti ce n’è una poco frequentata e consiste nel mettere a punto una Guida per i propri clienti presenti e, sperabilmente, futuri.

Lo scopo è quello di fornire indicazioni attendibili sull’opportunità di approcciarsi all’uso degli apparecchi acustici, liberando questa pratica da tutti i falsi miti che la circondano e dalle leggende metropolitane che l’accompagnano.

Recentemente l’Organizzazione mondiale della sanità ha reso nota una stima secondo cui le persone che hanno superato i 65 anni d’età e che accusano problemi d’udito sarebbero nel mondo oltre 180 milioni.

Se ne potrebbe dedurre che per gli anni a venire non ci sarebbe neppure bisogno di elaborare chissà quali strategie per Audioprotesisti, stante il fatto che la platea dei clienti è così vasta da riempire all’inverosimile qualsiasi centro acustico.

Così purtroppo non è, e per convincersene basterebbe citare la circostanza secondo cui il cosiddetto uomo della strada, l’uomo qualunque, lascerebbe passare dai cinque al sette anni prima di prendere realmente atto che la soluzione per il proprio problema d’udito, leggi sordità, non è più procrastinabile.

“Non sei sordo!” è la Guida che mancava

Di queste e altre considerazioni, frutto anche della pratica professionale quotidiana, ha preso atto il terzetto di Audioprotesisti che ha deciso di rispondere con un libro alle più ricorrenti domande sugli apparecchi acustici, sul loro uso, sui costi da affrontare, sull’estetica, sull’imbarazzo nell’indossarli, sulla tecnologia digitale, sulla differenza con un semplice amplificatore acustico (di quelli che si trovano su Amazon o in farmacia, per intenderci, e neppure tanto a buon prezzo, figuriamoci).

Come far conoscere la Guida “Non sei sordo!”

Fra le strategie per Audioprotesisti da mettere in atto oggi c’è anche quella che dopo aver scritto la Guida bisogna farla conoscere.

Come? Il terzetto di Audioprotesisti cui faccio riferimento in questo articolo (i fratelli Pontoni, Matteo e Francesco, e Luigi Gallone) si sono presi la briga di mettere in atto delle presentazioni dal vivo, cioè con un pubblico frontale, ben consapevoli del rischio di essere “aggrediti” da numerose domande, dalle più ingenue alle più subdole e sofisticate (ma quando mai?).

E’ ciò che è puntualmente accaduto anche nella puntata, per così dire, che si è svolta a Trieste presso l’Associazione delle Comunità Istriane il 14 giugno 2017.

Qualcuno dei professionisti cui mi rivolgo in questo momento penserà che siffatte strategie per Audioprotesisti siano del tutto inutili, stante il fatto che rispondere a una platea di persone vagamente interessata al problema udito significa sottrarre tempo alla propria usuale attività, tanto qualcuno di quei 180 milioni cui si accennava prima si presenterà giocoforza nel proprio centro acustico, prima o dopo, il resto è tempo sprecato.

Cosa vogliono sapere le persone deboli d’udito

A giudicare da quanto è accaduto nella presentazione della Guida a Trieste, si direbbe che la strada imboccata sia quella giusta e che il tempo dedicato a questa attività “rischi” di essere ampiamente ricompensato dall’interesse che l’iniziativa suscita.

Basti pensare che nel corso della serata le domande si sono susseguite senza sosta, prima timidamente, poi via via si sono fatte sempre più incalzanti (qualcuno sarebbe stato lì lì per acquistare gli apparecchi acustici purché gli fosse casomai garantito che erano proprio quelli giusti per lui, scherzo naturalmente…).

Le domande? Quelle classiche: quanto si può recuperare? quanto costano? per quali tipo di sordità sono indicati? sono un rimedio per gli acufeni? bisogna portarli tutto il giorno? e in barca a vela? e al mare? e i subacquei? e non bastano le cuffie per ascoltare meglio la TV?

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Cari Audioprotesisti, ditemi chi di voi non farebbe carte false per avere di fronte un pubblico (numeroso o scarso che sia non importa, poi la voce gira comunque…) che pone domande di questo genere e apre prospettive in termini di soddisfazione professionale, senza trascurare ovviamente il fatturato.

Allora che aspettate? Fosse in voi includerei fra le strategie per Audioprotesisti anche la stesura di una Guida che risponda adeguatamente alle preoccupazioni dei clienti sugli apparecchi acustici e sulle soluzioni che siete in grado di prospettare per il miglioramento del loro udito.

Di seguito riporto l’indice del libro “Non sei sordo!

Introduzione

Potresti rimanere deluso?

Sentire meno

Quando diventa un problema

Test dell’udito

Serve davvero?

Dove acquistare

Trovare la strada giusta

Apparecchio acustico

Non è come immagini

Un udito a metà

Due apparecchi sono meglio di uno

L’apparecchio invisibile

Interno Vs Esterno

La riabilitazione

Prima e dopo l’apparecchio acustico

Acufeni

Sento un fischio nell’orecchio…

L’apparecchio si guasta

Risolvere da sé gran parte dei “problemi”

Sentire è un diritto

Quando lo Stato ti dà una mano

Conclusione

Basta riflettere

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