Per gli acufeni ho trovato la quadra. Con un semplice Smartphone

Per gli acufeni

Per gli acufeni, una volta tanto, c’è una buona notizia

Premetto che non è la soluzione definitiva per gli Acufeni, che tanto questa non c’è e tutti ormai abbiamo imparato a considerare chi dice il contrario come il piazzista di turno o l’imbonitore che vuole farci cadere nella sua trappola.

Però, come spesso ripeto su questo blog, ciò non vuol dire che siamo autorizzati a tirare i remi in barca e rassegnarci a ripetere che per gli acufeni non c’è niente da fare.

Un conto è infatti imparare a conviverci, un altro che la soluzione (parziale per quanto si voglia) ci arrivi direttamente dal cielo, o da qualche industria farmaceutica. Campa cavallo…

Vabbe’, ma tu cosa hai trovato per gli acufeni?

Legittima domanda. Vengo e mi spiego.

Come forse sa chi mi segue da qualche tempo, o forse no, non sono il tipo da arrendermi a questo assurdo frastuono che ho in testa.

E dunque le vado cercando tutte (ma proprio tutte, alcune me le sono letteralmente tirate addosso e ne ho pagato le conseguenze anche con ricovero al pronto soccorso, ma questa è un’altra storia…), sperimentandole comunque di persona, come nel caso che vado a esporre.

Domanda: Ce l’hai uno smartphone, no?

Premetto che questa semplicissima “soluzione” che propongo non è per tutti, ma è comunque per molti.

Mi rivolgo in particolare a chi possiede uno smartphone (ma saranno ormai in tre a non averlo in Italia).

Ora, secondo me, lo smartphone è uno strumento prezioso per gli acufeni, ed è un vero peccato che non abbia pensato finora a adoperarlo per questo scopo.

Ti spiego quello che faccio per non sentire più gli acufeni

Se indossi apparecchi acustici e possiedi anche uno streamer (del tipo che vedi nell’immagine), grazie al quale ti colleghi al PC, alla TV e naturalmente allo smartphone, sei a cavallo. 

In pratica, mi sono scaricato una App (nel mio caso si tratta di Brain Wave Therapy). Anzi, a dirla tutta, non è che me la sono proprio scaricata come App, ma ho semplicemente fatto partire la registrazione da Youtube.

Così me la sono trovata bell’e pronta sullo smartphone. Non è difficile, ma richiede un minimo di manualità, e se l’ho fatto io che certo non sono un nativo digitale, può riuscirci chiunque. A prova di stupido…

Che c’entrano lo streamer e gli apparecchi acustici per gli acufeni?

C’entrano. Infatti, se indossi apparecchi acustici e ti avvali dello streamer, puoi collegare lo smartphone agli apparecchi via Bluetooth, senza cioè dover ricorrere a un cavetto addizionale.

Chiaro fin qui? Semplice.

Fai partire la App e ascolti direttamente grazie agli apparecchi. Naturalmente lo smartphone non devi tenerlo troppo distante, ma diciamo che puoi tranquillamente girare per casa  o nelle immediate vicinanze senza perdere il segnale.

Se invece sei fuori, in macchina, in ufficio, per strada, è sufficiente tenere lo smartphone in tasca o in borsa, funziona benissimo.

E dove starebbe la figata?

Personalmente credo di aver trovato la quadra, come direbbe il Bossi.

Ascolto i vari tipi di onde sonore (la App in questione ne prevede cinque o sei, ma puoi generare un suono costante, sempre lo stesso, ma non fa per me), e di conseguenza non presto attenzione agli acufeni.

La comodità sta nel fatto che posso ascoltare tutto il giorno queste onde sonore, con in più la possibilità di astrarmi dal contesto, premendo su un tasto ed eliminando così qualsiasi altro rumore (da non fare se sei alla guida, naturalmente…). Acufeni ridotti

Ripeto, questa non può essere una soluzione per tutti, ma è di una semplicità estrema. Posso ascoltare per ore, dimenticandomi degli acufeni, l’unico vincolo è naturalmente la ricarica della batteria dello smartphone.

Dirai: ma non è meglio utilizzare l’apposito programma per gli acufeni di cui dispone un buon apparecchio acustico, quello cioè “studiato” appositamente dal costruttore?

Non è la stessa cosa, credimi. Ho provato e riprovato, ed è tutta un’altra cosa, in meglio ovviamente.

Perciò, basta lamentarsi per gli acufeni. Sono stufo di farlo o di sentirlo dire sulla pagina FB.

E questo modo di “risolvere” la questione mi piace moltissimo.

Bye Bye acufeni!

 

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