Bernkopf, l’Odontoiatra con il pallino del Ménière e degli Acufeni

Bernkopf

L’affabile dottor Bernkopf fa subito dimenticare l’odioso trapano da dentista

E’ una fredda giornata di fine marzo a Vicenza, dove incontro il dottor Bernkopf, ma per fortuna c’è un bel sole che però non riesce a scaldare l’aria anche se ne rende più sopportabile la temperatura.

Lui vorrebbe subito spararmi in bocca questo dispositivo che chiama “bite” per sistemarmi la bocca, la mia bocca che, stando ai parametri del dottor Bernkopf, è una tipica bocca da Ménière.

Già, perché sono qui a raccogliere la sua intervista proprio per il fatto che io soffro di Ménière, ampiamente e sicuramente diagnosticato come tale; e lui ha al suo attivo tanti e poi tanti casi se non proprio di remissione, almeno di regressione della patologia.

Che lo interessa, meglio chiarirlo subito, perché, in quanto dentista, si occupa di malocclusione dentale o mandibolare che dir si voglia.

E questa – come sanno bene tutti i dentisti che però non se ne occupano più di tanto, mentre il dottor Bernkopf sì – porta con sé fra gli altri fastidi cefalee, vertigini, otiti ricorrenti e via cantando, insomma tutte quelle circostanze che, grazie all’azione imperterrita di elementi scatenanti che trovano terreno predisposto, sfociano a lungo andare in patologie più gravi, riconosciute con nome e cognome, come potrebbe essere il caso, per esempio della Ménière.

Il dottor Bernkopf si è fatto un nome nel trattamento di Acufeni e Ménière

Chi arriva all’osservazione del dottor Bernkopf è, nella maggior parte dei casi, portatore di “patologie di confine”, quelle cioè che difficilmente trovano soluzione presso le sedi che normalmente saremmo portati a pensare come quelle deputate (potrebbe essere il caso di uno studio di Otorinolaringoiatria nei confronti della Sindrome di Ménière).

E tuttavia, una volta compreso dove si annida il “problema Ménière”, il dottor Bernkopf ha messo a punto un suo personale protocollo che molti suoi pazienti testimoniano essere raccomandabile in sommo grado per via dei risultati ottenuti.

Scrive per esempio il paziente A.P.:

«Avevo fissato un incontro a Roma a fine ottobre 2014 con uno studio specializzato in Audiologia (Prof. Cianfrone) dove dopo una serie di esami approfonditi al riguardo ed una specifica visita specialistica mi venne confermata la diagnosi di “Sindrome di Menière”. Non si trattava , a parere del Professore, di una vera Malattia di Menière, perché non avevo vertigini (mi sono però iniziate violentemente poco dopo), Venni congedato con una terapia di flebo di Glicerolo 10% e Prisma 50 mg.

Infatti, tra fine ottobre e i primi giorni di novembre 2014 cominciarono a comparire le prime crisi di vertigini: ne ho due molto pesanti (una durata per l’intero tardo pomeriggio e l’altra per l’intera mattinata) entrambe seguite da lunghe crisi di vomito.

A questo punto, feci ricerche su Internet per scoprire nuovi Centri di Eccellenza per la Menière . Scoprii così casualmente lo Studio del Dr. Bernkopf a Vicenza, che riportava nel sito alcune esperienze di pazienti con Sindromi di questo tipo che avevano tratto giovamento dall’applicazione di un bite alla mandibola.

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Incuriosito ed ormai sconfortato dalle terapie fino ad allora consigliatemi concordai un appuntamento con lo Studio Bernkopf, a Vicenza, il 19 novembre 2014 e, in quello stesso giorno, ho indossato un Bite alla mandibola inferiore, da utilizzare giorno e notte.

Nei primi tempi non ho avuto dei grandi miglioramenti, anzi percepivo maggiori dolenzie diffuse nel cranio e nel collo …. comprensibili d’altronde per gi effetti che il bite induceva sulla postura mandibolare e sull’Articolazione Temporo-Mandibolare.

Ma non avevo più le crisi di vertigini!! Solo un po’ di nausea che, durante il giorno, poi si attenuava.

Poi dopo due mesi, ho iniziato ad accorgermi che qualcosa di più stava cambiando: l’ipoacusia stava diminuendo. Ho un modo infallibile per provarlo: mettere all’orecchio destro la cornetta del telefono. Prima sentivo il suono attutito e lontano, ora invece lo percepivo in modo più netto e pulito.

Ancora per qualche tempo ho dovuto “compensare” soffiando nel naso per “stappare” l’orecchio destro (il sintomo dell’ovattamento) … poi dopo tre mesi, anche il senso di ovattamento è diminuito!

Solo l’acufene non è scomparso . Però è meno fastidioso, meno acuto …. o forse sono io che ora gli dò meno importanza …. e in ogni caso, con un acufene che rimane a questa intensità si può convivere senza grossi problemi.

Devo dire, in conclusione, che il Bite consigliatomi dal Dr. Edoardo Bernkpof si è rivelato risolutivo, almeno fino ad oggi, per i miei problemi causati dalla “Sindrome di Menière” all’orecchio destro e sono ben lieto di dare questa mia autentica testimonianza al riguardo.»

“Non tutte le bocche sono uguali”

Mi dice proprio così, “bocche”, e non “denti”, come ci si aspetterebbe da un dentista. Perché in effetti il metodo Bernkopf interviene sulla bocca del paziente, il quale dovrà portare notte e giorno per qualche tempo il famoso bite studiato appositamente per lui.

Sta di fatto che molti dei pazienti con Ménière che arriva all’osservazione del dottor Bernkopf presenta una bocca che ha bisogno di essere “riposizionata” attraverso l’apposito dispositivo.

Dal che si può dedurre che il metodo non mira a contrastare le patologie in sé (Ménière e Acufeni nel nostro caso) in quanto tali, ma a modificare la particolare struttura della bocca, responsabile del conflitto con l’orecchio, appunto per la sua particolare conformazione.

Altra testimonianza recente (09 Gennaio 2018):

«Nel marzo 2010 ho trovato su internet il sito del Dr Edoardo Bernkopf, e mi ha incuriosito la sua interpretazione della Malattia di Menière, soprattutto in considerazione degli altri sintomi , al di fuori dell’orecchio, che pure mi affliggevano, e che trovavano anch’essi una possibile spiegazione in una cattiva occlusione dentaria, problema che effettivamente sapevo di avere.

Mi sono così decisa a chiedere un appuntamento, e mi sono recata nel suo studio di Parma.

Da circa un anno seguo la sua terapia odontoiatrica  e mi sento molto meglio: le vertigini sono pressoché scomparse ,sento l’ovattamento solo a volte, in particolare durante il ciclo, ipoacusia e  acufeni non ci sono più, la cefalea è scomparsa  (da un anno non tocco più l’Aulin!) , collo e schiena vanno bene, dormo bene: mio marito mi dice che non russo più, e al risveglio mi sento in forma, senza più la stanchezza che sentivo in passato.Riesco a svolgere tutte le attività e posso occuparmi finalmente di me e della mia famiglia. Mi resta solo una grande paura di poter ricascare nel mio problema.

Ringrazio il Dr. Bernkopf che continua ad approfondire gli studi su  questa malattia  di cui ancora troppo poco si sa  e che assicuro è  assolutamente  invalidante. Ringrazio anche le persone che hanno pubblicato la loro storia su questo sito, il che mi ha dato coraggio nell’intraprendere il trattamento.

Confermo che la relazione sopra riportata descrive esattamente la mia storia clinica, e ne autorizzo la pubblicazione, in testo e in immagini, a fini divulgativi e scientifici anche via internet.in deroga alle disposizioni vigenti in tema di privacy.»

Vuoi saperne di più su questo Odontoiatra che si occupa della Sindrome di Ménière e degli Acufeni?

Allora devi dedicare qualche minuto alla video-intervista che il dottor Berkopf mi ha rilasciato.

Di seguito, le domande che gli ho posto. Forse ce n’è qualcuna che ti incuriosisce. La risposta la trovi nel video (dura pochi minuti).

  1. Dottor Bernkopf, lei ha ideato da anni ormai un metodo personale che applica ai pazienti portatori di Ménière. In cosa consiste e qual è il fondamento teorico, la “ratio”, come dite voi medici?
  2. Lei è un Odontoiatra. Come è arrivato a occuparsi della sindrome di Ménière che in genere è ritenuta prerogativa di chi si occupa dell’orecchio e delle sua patologie?
  3. La Sindrome di Ménière, come gli Acufeni del resto, è una patologia piuttosto subdola e sfuggente; il suo metodo può essere applicato a qualsiasi paziente di Ménière e di Acufeni?
  4. Cosa si aspetta un paziente Ménière che arriva alla sua osservazione? E perché viene da lei?
  5. In definitiva, per aderire al suo metodo, cosa deve fare il paziente e cosa fa lei nella bocca del paziente?

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Email : edber@studiober.com

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