7 falsi miti sugli acufeni più 5 sulla perdita d’udito

7 falsi miti sugli acufeni

I più gettonati 7 falsi miti sugli acufeni

A stilare la classifica dei 7 falsi miti sugli acufeni ci ha pensato un post del blog di Widex, uno dei più conosciuti marchi in fatto di apparecchi acustici.

L’intento è, ed è questo il motivo per cui riprendo le informazioni fornite dal post, di conoscere meglio la natura del problema, ed evitare così di incorrere nei 7 falsi miti sugli Acufeni, quelli cioè maggiormente gettonati.

Vediamoli nel dettaglio.

1 – Gli Acufeni hanno carattere temporaneo

Quindi – è la logica conseguenza – andranno via presto, così come sono venuti.

La realtà però è diversa. Non tutti gli acufeni regrediscono.Acufeni ridotti

Possono andar via (forse) gli acufeni causati da una temporanea esposizione al rumore (penso a una serata in discoteca o a un concerto rock). Per gli altri, la cui causa non è affatto chiara, le cose si complicano parecchio.

2 – Esistono farmaci capaci di risolvere il problema degli Acufeni

Falso. Non esiste al momento alcuna cura scientificamente provata per gli acufeni.

Ciononostante c’è chi propone soluzioni miracolose o lascia credere che esista una pillola in grado di far sparire il problema in un attimo.

Vero è invece che è possibile far regredire gli acufeni, limitandone il fastidio.

3 – Non ascolto musica a tutto volume, quindi non avrò mai gli Acufeni

Falso. L’esposizione a suoni elevati è solo una delle possibili cause di acufene. Altre cause potrebbero essere (ma personalmente non condivo in toto questo elenco): alcol, fumo, caffeina, farmaci, stress, eccesso di sale nelle dieta).

4 – Una volta gli acufeni non esistevano. La colpa è dei lettori Mp3

Falso. Di acufeni soffrivano già gli antichi Egizi come dimostra una ricerca. E anche Beethoven ne soffriva.

5 – Non c’è niente che io possa fare per gli acufeni

Falso. Purtroppo è quello che spesso i pazienti si sentono dire dall’Otorino di turno: «Non puoi fare altro che conviverci».

A dispetto di questa sfiduciante constatazione esistono alcune strategie che possono essere adottate con buoni risultati.

In particolare Widex segnala: a. adeguata protezione dell’orecchio in caso di suoni e rumori elevati; b. terapia del suono per ridurre l’impatto degli acufeni con musica rilassante; c. counseling, facendo ricorso a un esperto in grado di suggerire e seguire un percorso terapeutico; dapparecchi acustici studiati appositamente per ridurre il fastidio dell’acufene; eesercizi di rilassamento (di seguito un esempio).

6 – Non c’è alcuna correlazione fra Acufeni e ipoacusia

Falso. Molte ricerche dicono il contrario. La Bristish Tinnitus Association [acufene in inglese si dice tinnitus] stima che il 90% di coloro che soffrono di acufeni sono soggetti anche a ipoacusia.

7 – Gli apparecchi acustici non servono per gli Acufeni

Falso. Anche se qui Widex sembra necessariamente tirare  l’acqua al proprio mulino, per la mia esperienza personale con gli apparecchi acustici, non posso che confermare la loro validità nel ridurre la portata degli acufeni.

Gli apparecchi acustici infatti riducono il contrasto fra acufeni e silenzio, una delle maggiori cause di stress per chi soffre di acufeni.

Inoltre possono essere equipaggiati con un programma che prevede il rilascio di suoni rilassanti quando serve (personalmente, da quando gli acufeni hanno perso potenza, non uso quasi mai questo programma, che ritengo comunque molto valido).

Esistono falsi miti anche sull’ipoacusia

Se i 7 falsi miti sugli acufeni sono appunto sette, ce ne sono almeno cinque che riguardano ipoacusia e perdita d’udito.

Questa volta la lista l’ha compilata Healthy Hearing e me ne servo per riportarne qui i concetti essenziali.

A – La sordità colpisce solamente le persone anziane

Falso. Si stima che almeno il 20% della popolazione degli States accusi un certo grado di ipoacusia. Le cause possono essere: farmaci ototossici, fattori ambientali, malattie di varia natura, cause genetiche. In aggiunta, per alcuni tipi di ipoacusia le cause sono del tutto sconosciute.

Teen-ager e giovani adulti possono andare incontro a sordità prevedibile a causa del rumore cui sono sottoposti. Non è un caso che oltre 26 milioni di Americani fra i 20 e i 69 anni accusano perdite uditive.

B – Se stessi perdendo l’udito il mio medico me lo direbbe subito

Falso. Ti ha mai sottoposto, il tuo medico, a un test dell’udito? Ti ha controllato qualche volta la vista o i denti?

Questo è il motivo per cui è opportuno rivolgersi a uno specialista non appena avverti anche un leggero calo dell’udito.

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C – Da un orecchio non ci sento proprio bene, ma l’altro è OK. Tutto a posto dunque

Falso. Se cominciamo a perdere l’udito da un orecchio, il cervello che è una cosa meravigliosa, si adatta al cambiamento. Ma fino a un certo punto. Poi finisce per “dimenticare” certi suoni e il danno si fa sempre più grave.

Molte persone lasciano passare troppo tempo prima di ammettere di aver bisogno di apparecchi acustici.

Inoltre la sordità non trattata è spesso associata a declino cognitivo, demenza, isolamento, depressione e ansia.

D – Gli apparecchi acustici riporteranno il mio udito al livello di prima

Falso. Intendiamoci, gli apparecchi acustici attuali fanno miracoli e sono programmati per consentire l’ascolto nel migliore dei modi in caso di ipoacusia.

Ciò detto non esisterà mai un manufatto che sia in grado di replicare perfettamente l’udito nella sua forma naturale.

La buona notizia è che gli apparecchi acustici consentono una normale vita di relazione sia in famiglia che al lavoro.

E – Non c’è alcun rimedio per la mia perdita d’udito

Falso. Potrebbe trattarsi di un semplice tappo di cerume. Perché non consultare un Audiologo per trovare la soluzione migliore al tuo problema?

Oggi le cose cambiano rapidamente in questo campo. Esistono attualmente soluzioni che erano semplicemente impensabili soltanto cinque anni fa. Meglio quindi farsi seguire da uno specialista.

 

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